Negri vs Rumeni: la nuova grande sfida?

Ogni volta che Copons (merda!) cambia la grafica, è d’uopo scrivere un bel post per ricordare alla gente che Gioca Giuè è vivo e lotta insieme a noi.

Ne approfitto per inaugurare una nuova rubrica di Gioca Giuè: le LEZIONI DEL DOTTOR ZAMJATIN.

Il Dottor Zamjatin riceve soltanto la mattina presto. Molto presto.

Come tutti voi lettori saprete, abbiamo una nutritissima schiera di fan in una delle più importanti community a livello italiano sull’hip-pop o come cazzo si scrive. Pensate che sono stati persino chiamati a un tavolo ministeriale dal premier Monti per valutare se fare un Sottosegretariato al Dissing – l’idea è di rimandare a casa Sarkozy e la Merkel con scorno perché incapaci di sopportare l’imbattibile flow e la metrica rovente del presidente. Noi di Gioca Giuè attendiamo con ansa gli sviluppi futuri, biatch.

In ogni caso, i nostri fan si stanno attualmente scontrando su un tema estremamente attuale: meglio il GTA coi negri o il GTA coi rumeni?

Problema non banale, cari lettori, perché qua ci troviamo veramente di fronte a uno dei più grandi cambi di paradigma da quando darsi baci tra maschi è diventato di moda e Men’s Health pubblica solo copertine di uomini depilati:

I RUMENI SONO I NEGRI DEL NUOVO MILLENNIO.

Dopo il dottor King, Malcolm X e Rosa Parks, i Mmerigani (esclusa l’Alabama) si resero conto che anche i negri erano esseri umani e avevano quindi diritto a una cinematografia tutta loro, che presentasse loro ambienti, situazioni e soprattutto eroi a loro cari. Un po’ come da noi in Italia coi fratelli Vanzina per i cafoni arricchiti, ma con meno rivincita sociale. Nasce la blaxploitation, e i film con e sui negri cominciarono ad apparire come funghi: Shaft, Boss Nigger, Enter the Dragon, Mandingo, presentano eroi spesso legati al mondo della criminalità e del pimpin’, o la polizia brutale, tutti comunque con un’unica missione: fare il culo all’uomo bianco.

E anche qualche horror di cui forse non si sentiva il bisogno.

Inutile spiegare a voi avveduti lettori che il nuovo paradigma ghetto-fabulous piastrellò il cavalcavia per il pip-pop o come cazzo si scrive, già anticipando non solo i grandi temi sociali dell’hip-top impegnato che i negri nei ghetti stanno male, ma anche quelli più vanziniani del tipo “management delle troie + coppe dorate + anelli da due dita + droga = felicità” che ci hanno dato sì OG e Straight Outta Compton, ma anche ahimè Lil Jon & the Eastside Boyz. Fate voi.

Insomma, questo per dire che la scelta di mettere i negri in grandi mezzi di comunicazione come film, ma anche fumetti e altre cacate, ebbe un enorme impatto e arrivò fino ai videogiochi.
E ovviamente, nei videogiochi i negri sanno fare solo tre cose:

– rubare
– picchiare
– giocare a basket.

Momento nostalgia: ero poco più che bambino quando mettevo le mani su un vecchissimo PC e “giocavo ai dischetti” che mi passava miocuggino. C’erano Prehistorik, Carmen Sandiego, Indiana Jones, una roba porno e… One on One, meraviglioso duello tra Larry Bird e Michael Jordan. Un gioco che oggi sarebbe talmente noioso da farmi preferire una maratona di ricette per cucina lette da Philippe Daverio, ma all’epoca era emozionante! Wow, la palla!

Notare la finezza: maglietta marrone e pelle rosa per Bird, maglietta rosa e pelle marrone per il negro.

Andiamo poco più in là con gli anni: eccovi Punch Out! In cui un negro ruba la bicicletta a un tipo in una tutina rosa che lo insegue in mezzo a una Staten Island completamente disinteressata. E’ il primo concept per GTA: San Andreas.

Premere A per correre, B per chiamare la polizia che sparerà al negro, colpevole di essere negro.

Per la categoria negri che te corcano, alzi la mano chi non ha sempre schifato il personaggio meno rilevante di tutta la serie di Street Fighter, ovvero Balrog. In un mondo in evoluzione come poteva sembrare quello del 1991, mentre gli Abrams andavano a stanare Saddam per poi scusarsi per il disturbo, i matti giapponesi pensarono che potesse essere una buona idea mettere un pugile negro come boss.

Nella versione originale si chiama Mike Bison. CAPITO?

Chi ricorda invece quella figata totale di Aiken’s Artifact, dove dovevi COLLEZIONARE LE CARTE DEI POTERI MAGICI in un modo colorato (uno dei segni distintivi dei giochi Monolith) e parlavi con la voce di Ice-T? Dove per convincere gli npc a darti informazioni rilevanti bastava loro puntare la pistola – e imparare contestualmente una grande lezione di vita e contrattazione aziendale?

Negro biondo platinato 120 kg di muscoli cerca donna interessata a scambiare carte con poteri magici per fare esplosioni colorate. Citofonare Esposito ore pasti. Astenersi perditempo.
Negro biondo platinato 120 kg di muscoli cerca donna interessata a scambiare carte con poteri magici per fare esplosioni colorate. Citofonare Esposito ore pasti. Astenersi perditempo.

Siamo quindi arrivati al Personaggio Negro per eccellenza: Carl CJ Johnson. E’ il vostro primo tamagochi negro: gli potete fare l’afro biondo, pomparlo in palestra, farlo vestire coi colori della Famiglia, farlo chiavare con un’altra negra e il tutto senza catene né piantagioni. Persino la sua nemesi, il corrotto officer Tenpenny, è negro: siamo entrati nel ghetto da spettatori a protagonisti. GTA San Andreas ha fatto più danni alla mia generazione di un’intera discografia dei Limp Bizkit. Intere periferie hanno riversato nel centro al sabato pomeriggio ragazzi bianchi di buona famiglia vestiti con la calzamaglia in testa, il cappello piatto e il fazzoletto sul volto, pronti a pericolosissime operazioni di taccheggio di carte Pokémon e a farsi vendere al parco il the verde spacciato per “roba”.
Eppure CJ è sempre stato lì per noi, con le sue battute al vetriolo e il suo fuck da police, la sua famiglia disastrata, la guerra coi Ballas e l’alleanza coi vatos di Vialpando, a insegnarci come si vive veramente nella strada senza però disturbarsi a prendersi le manganellate sulle gengive da parte di poliziotti con poco senso dell’umorismo.

‘SUP?

Pochi altri personaggi hanno impersonato la negritudo con tanta dovizia come CJ, che è de facto l’apice di tanto ghetto nei videogiochi.

Mi direte di Coach in Left 4 Dead? Cole Train in Gears of War? Sono ormai l’indice di un grande declino.

E che dire dei cattivi di Resident Evil 5, di cui è già stato ampiamente dibattuto?

Signori, è evidente: ormai i negri nei videogiochi sono a un punto morto. E sapete perché?

Sono arrivati loro: i RUMENI.

Tutto comincia con giochi strani tipo Gorky-17: l’Europa dell’Est, “paradigma della sfiga” come argomentano i pro-CJ e anti-Bellic del forum di hip-stop più importante d’Italia, diventa un territorio affascinante. La guerra fredda è ormai finita da anni e russi ucraini e rumeni non se li cacava più nessuno da tempo, fatti salvi alcuni film di James Bond che ancora marciavano sul mito dell’URSS madre di tutte le paure.

Gorky-17, ovvero come cacarsi in mano con un RTS fatto a buffo.

Non solo è ancora in auge il mito di Chernobyl e dei mutanti, ma cominciano anche a circolare i documenti sui laboratori Biopreparat dell’Unione Sovietica, ovvero le fabbriche di armi biologiche più grandi e avanzate del mondo. Vi basti un nome per tutti: l’isola Vozrozhdenya nel mar d’Aral, sito di sperimentazione dell’antrace (lo stesso che Saddam aveva acquistato coi soldi della CIA e del signoraggio mondiale per spargerlo con scie chimiche sui rettiliani). Quest’isola misteriosa, che si avvicina sempre di più alla costa a causa del progressivo ritiro delle acque nel mar d’Aral, racchiude gli ultimi misteri disponibili agli occidentali sugli esperimenti sovietici.

Stanno arrivando. dun dun dun dun dun dun dun dun dun

Non ci vuole molto per fare Chernobyl + armi biologiche + “che cazzo ce ne frega i russi sono tutti pazzi” e sfornare giochi tipo S.T.A.L.K.E.R., Call of Duty 4, e più avanti il gioco busta de piscio dove sposti i barili nel tempo per aprire le porte, Singularity.

Non dimentichiamoci inoltre che in questi anni inoltre esce Half-Life 2, che ridefinisce completamente il concetto che abbiamo dell’Europa dell’Est: da dittature tristi e paradigma di sfiga a dittature tristi e paradigma di sfiga con maschere antigas fichissime.

Insomma, da un lato c’erano i negri che volevano parlare di sé perché prima di allora potevano soltanto raccogliere cotone e pisciare separati, mentre adesso c’è tutto il piacere di riscoprire la storia di gente pazza e pericolosa con ingenti arsenali devastanti sotto al culo e tanta voglia di premere il pulsante rosso.

Per questo la violenza di Niko Bellic ci affascina: sa di dittature, di persecuzioni, di carri armati, di Chernobyl, di bambini con tre teste, di lotta per la sopravvivenza, tutti i grandi temi toccati da Spitty Cash e dal cugino con la tuta blu.

spaco botilia ecc. ecc.

Ecco quindi che assistiamo a un momento storico: la fine dei negri per soccombere a un nuovo tipo di personaggio, più adatto a sopravvivere nei nuovi ambienti ostili, temprato dalle radiazioni gamma e dalle armi batteriologiche, che non ha problemi con la polizia perché li ha avuti coi carri armati, che per il settimo compleanno riceve un kalashnikov e incrocia pitbull con motorini truccati. Il RUMENO.

Riusciranno i nostri amati negri a tenere alto lo sforzo dei loro antenati, a dare un significato a tutto quel cotone e quel caffè?

Riusciranno i nuovi rumeni, evoluzione dell’essere umano, a soppiantare definitivamente i negri in questa sfida per il predominio sui mezzi culturali?

Boh.

10 querele

Pikkiomania

capolavoro che finalmente sottolinea a dovere la new wave delle radiazioni dell’est!! e io pur essendo un mega-fan di tutto ciò che è nigga (in particolare dell’afrofuturismo) tifo per GTA IV con il tizio est europa perché quando ti lanciavi in salti inutili diceva “FUCK ME!” oppure se una macchina gli veniva addosso “THIS COUNTRY IS CRAZY!” che alla fine è ciò che pensiamo quando facciamo una cacata “so un cojone” e quando a Roma stiamo nel traffico “paesedemmerda”. In più le radiazioni vincono sempre.

Controquerela Controquerela

“meglio un rumeno alla porta che un negro in casa”

jim morrison

Controquerela Controquerela
bloodykangaroo

CJ tutta la vita
One on One ci giocavo con papà sul C64 – nostalgia

Bell’articolo di alto valore fenomenologico!

Controquerela Controquerela
Kid Icarus

facciamo notare come invece i terroni sono sempre rispettati e per questo usati in giochi di gran classe con trame complesse e inquadrature cinematografiche come mafia o super mario bros.

Controquerela Controquerela

UN RUMENO INCONTRA UN NEGRO CON UN PAPPAGALLO SULLA SPALLA eE GLI CHIEDE:
“CHE ANIMALE E’ QUELLO”

E LUI RISPONDE: “E’ UN NEGGGRRO, E’ UN NEGGGRRO”

 

Controquerela Controquerela

Sporgi querela!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *