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local_offer L'Angolo della Posta

Il gioco del calcio è probabilmente una delle pochissime cose che in Italia viene presa sul serio. Il calcio non si discute, si ama. In Italia si gioca il calcio più bello del mondo. Pooo po po po po poo pooo.

Ecco, a me il calcio fa proprio schifo. Non lo dico per darmi un tono, proprio non mi piace. Ho provato anche a giocarci a calcio, mai idea fu più sbagliata. Non riuscivo a palleggiare, non avevo controllo di palla, per segnare dovevo mettermi con le spalle alla porta e tirare, in modo che la palla passasse sopra la mia testa ed entrasse nella porta avversaria, insomma un vero disastro.

Ogni volta che mi chiedono di che squadra sei? Faccio spallucce e abbozzo uno stoico non seguo il calcio, attirandomi le ire di tutti gli astanti. Questa mia scelta di vita non ha funzionato neanche con le ragazze che da sempre, si sa, vedono nel calcio l’acerrimo nemico da battere le domeniche per andare al centro commerciale. L’unica volta che mi sono bullato con una ragazza dicendo che io odiavo il calcio, la risposta è stata ma che cazzo dici? Daje Roma Daje!!!!

Questa inutile premessa serve a farvi capire il dolore che ho provato tutte le volte che un amichetto di scuola (o un amico tamarro più avanti) veniva a casa mia per giocare con i videogames. Immaginate la scena, volete stupire il vostro amico con effetti speciali, quindi fate partire il gioco graficamente più cazzuto del momento (ognuno metta il suo gioco preferito di sempre) e mentre siete all’apice dell’estasi visiva, il vostro amico vi gela dichiarando: vabbè leva sta merda, ce l’hai il calcio? La cosa buffa è che per ogni console che ho posseduto compravo sempre un gioco di calcio, perchè poteva tornare utile.

Chi ha bisogno di Final Fantasy VII quando hai Actua Soccer?

Agli albori del genere in realtà la cosa non mi turbava più di tanto, si trattava solo di far correre amabili omini su e giù per lo schermo. Il vero problema nacque con l’avvento della PSX prima e delle console più performanti in generale poi. I titoli distribuiti venivano riempiti di opzioni apparentemente inutili agli occhi di un videogiocatore come me. Io volevo solo vincere le partite, segnare un  paio di goal, niente di più. I miei amici no, loro volevano creare la squadra esteticamente perfetta. E lì cominciava l’agonia, perché uno che non capisce/ama il calcio (come me) non può pretendere di giocare contro uno che invece ne sa, per il semplice motivo che un profano non apprezza le sfumature. Non gliene frega niente della formazione, piazza lì un 4-4-2 e il catenaccio in difesa e pensa di averla fatta franca. Non sa che dovrà aspettare dai 10 ai 15 minuti buoni che il compagno di giochi finisca la sua di formazione. Perchè l’amante del calcio sente dentro la voce dell’allenatore che si cela in lui, e quale occasione migliore di un videogioco che ci permette di fare questo e altro per farla sfogare? Bisognerà posizionare ogni singolo giocatore minuziosamente, impostare la tattica giusta, i giocatori giusti, l’ala tornante tornerà e l’ala filtrante filtrerà. Lo so cosa state pensando, che solo io uso ancora il termine ala, beh mi dispiace per voi, io dico ancora contropiede invece di ripartenza, tiè.

Fino adesso non abbiamo parlato di titoli, in realtà non ce ne sarebbe stato neanche bisogno se da qualche anno a questa parte non si fosse accesa una faida che Don Vito Corleone se la sogna. E’ meglio Fifa o PES?

Chi se ne frega direi io, ma quando sento i miei amici che ne parlano e si infervorano con così tanta passione, non posso non chiedermelo, anzi mi sento in dovere di farlo poiché il mio sdegno per questo genere videoludico mi eleva a perfetto arbitro per questo match. Facendo un passo indietro nella storia dei due franchise ci accorgiamo di come negli anni si siano scambiati i ruoli. Se dalla seconda metà degli anni ’90 l’allora chiamato ISS Pro (Winning Eleven la release JAP) spadroneggiava nei confronti di un brand Fifa che proponeva titoli dalla qualità altalenante, il nuovo millennio ha visto la lenta ma inesorabile ascesa di Fifa su un ormai datato e stanco Pro Evolution Soccer.

Ricordo che tra Iss Pro e Winning Eleven c’erano delle differenze stilistiche che rendevano il secondo più ostico da giocare – Da qui l’insulto: Aho sei macchinoso come Winning Eleven (cit.)

Ma andiamo con ordine, la mia esperienza con i videogiochi calcistici ha seguito di pari passo l’evoluzione grafica e tecnica di questi ultimi, tranquilli, non intendo annoiarvi con le qualità di ogni gioco distribuito dal ’98 in poi (anche se ne sarei capace, e lo sapete). Sicuramente ne sapete più di me.

Mi limiterò a dire che negli anni ’90 i due giochi già correvano in direzioni parallele destinate a non incontrarsi mai. PES (anche se allora si chiamava Iss Pro semplifico per non creare confusione NdTe Sbundle) è un titolo “accelerato”, gli scambi tra i giocatori e le convergenze in area fanno impallidire Sonic, quattro passaggi (sempre esatti, mai un errore a meno che l’avversario non intercetti) e siete davanti al malcapitato portiere. I comandi sono essenziali, tiro, cross, passaggio corsa e i pulsanti laterali credo servissero a fare qualche finezza (lanci tesi, cross filtranti pallonettati) che io mi guardavo bene dal fare.

Fifa dopo un inizio zoppicante comincia a sfornare simulazioni calcistiche nettamente più profonde e ragionate. Rispetto all’avversario Konami il gioco risulta tuttavia leggermente scattoso. Uno dei punti di forza di Fifa è la totale proprietà delle licenze. Se nel titolo EA le formazioni sono “fedeli” (questo argomento lo trattiamo tra un po’) a quelle dei campionati europei, i calciatori che militano nelle squadre Konami hanno nomi che richiamano, in maniera grossolana, quelli reali. Ricordo il dolore dei miei amici quando, usando la gloriosa Roma dello scudetto 2000/2001, inorridivano mentre sotto porta il nostro giocatore tirava un missile da fuori area e il mitico telecronista gridava “Butatista!!!”.

Julio Sanchez Butatista e la sua tipica posa ,”aaa mitraja”

Con il passare degli anni i due contendenti hanno mantenuto uno standard qualitativamente alto sotto molti punti di vista. Potrebbe sembrare una cosa buona, non per me. Fifa e PES smettono improvvisamente di evolversi e la differenza che c’è tra un’edizione ed un’altra è solamente quella di avere le rose aggiornate. Figuratevi l’imbarazzo di avere solamente una copia di PES 2006 quando stiamo giocando nel 2007. No dico, vi rendete conto? Le formazioni non sono fedeli a quelle del momento, ignorante maledetto, come ti sei permesso di farmi giocare ad un gioco talmente datato? (scena tipo in casa Sbundle) Per me nella Roma potevano ancora giocare Pruzzo e Bruno Conti, un goal subìto è un goal subìto, chi se ne frega se a fartelo è Cuccureddu o Ibraimoviztch.

La ghigliottina arriva con le console di “nuova generazione”. Quando graficamente ormai è già stato detto tutto bisogna lavorare di fantasia. I programmatori dunque si scervellano su come rendere il più possibile ostica la curva di apprendimento del gioco. Facendo un analogia potremmo dire che PES gioca a uomo mentre Fifa gioca a zona. Mi spiego, PES lascerà intatto il motore difensivo per cui la difesa punta come un doberman l’avversario fino a farlo sbagliare e rubare palla. Fifa invece grazie ad una raffinata combinazione di tasti (su Xbox: X+ grilletto sinistro+ dorsale sinistro + supercazzola prematurata a destra come se fosse antani) consente di pressare l’attaccante, anticiparlo al momento giusto e proseguire l’azione in contropiede. Il significato di quello che ho scritto lo lascio capire a voi perchè sinceramente io non l’ho capito. La cosa più buffa che mi spaventa e mi incuriosce allo stesso tempo è vedere nelle case dei “tifosi” di Fifa e di PES entrambi i titoli (di ogni edizione) sulle mensole. Questo accade perchè come per le televisioni, EA e Konami si sono spartiti le manifestazioni calcistiche più importanti, PES si è accaparrato la Champions Lieagueae e Fifa più o meno tutto il resto, io nel dettaglio non lo so e me ne frega così poco che potrei svenire. Quindi il vero amante del giuoco del pallone deve avere la possibilità di giocare con tutte le squadre ogni possibile torneo, irrilevante se si tratta della serie C2 siberiana lui deve avere tutte le squadre aggiornate al mercato corrente, non ci sono santi, manco stessimo a giocà a Football Manager (che richiederebbe un articolo a parte ma non ci penso nemmeno a scriverlo)

Dopo questa analisi disgraziata di un mondo a me lontanissimo, vi prego di non vedere in me lo snob del cazzo che parla di cose che non sa. Oddio forse un po’ è vero, ma pensateci bene, ho persino omesso il capitolo “Portieri”, con le movenze scimmiesche e comportamenti totalmente nonsense, perfino io in porta farei meglio. Ho scritto questo articolo per dire a me stesso: io un passo in avanti verso il mondo del calcio l’ho fatto, mi chiedo quando il gioco del calcio farà lo stesso per me.

Tsk.
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8 querele

è un grande pezzo ma io l’avrei risolto con questa frase: “purtroppo so usciti gli ennesimi fifa e pes, per fortuna da ieri anche x-com e dishonored”

Controquerela

Gran pezzo! Sarò riuscito a segnare dopo anni a Fifa. Per (s)fortuna ero lo sfigato che stava di fianco al tizio che rompeva il cazzo per giocare al calcio a casa del tizio che aveva la console. Ho comprato un pes 2010 a gennaio 2012. mai giocato. ti capisco su tutto. Specie il fatto che non interessandomi di calcio ho comprato il pes in questione solo perchè ormai sarò io quello a cui verranno a rompere il cazzo per giocare.

Controquerela

Non sono d’accordo con chi apprezza PES, ma lottero fino al 90 a livello “Campione” perché possa difendere la sua opinione; una “Terza Via” però, semplicemente non la concepisco.

UN FERMO NO ALL’ATEISMO VIDEOLUDICALCISTICO.

Controquerela

ambè io mi ricordo alle medie quando si cantavano le lodi di Libero Grande. perché in Libero Grande “puoi mandare affanculo l’arbitro!”

Controquerela

Nel primo FIFA per MegaDrive potevi scappare dall’arbitro e in quello per SNES disattivarlo e picchiare i giocatori col tasto X. Altro che i giochi di calcio per femminielli di oggi.

Controquerela

Non c’è niente da fare; quando ci si confronta sull’ermeneutica videocalcistica si finisce sempre per buttarla in caciara con il “tasto fairplay” di This is Football!

Controquerela

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