C’era una volta che l’AIDS era una novità, quando ero piccino picciò, e in uno di quei campi sportivi dove ti tatuavano il numero cui mi inviano i miei genitori per evitare che diventassi come sono ora, quando uno si sbucciava il ginocchio era uso andare addosso agli altri bambini dicendo TI PASSO LAIDIESSE. Se poi la contagiata era una bambina, c’erano pure cazzi che ti chiamassero in direzione, perché quella il giorno prima s’è messa a piangere e ha raccontato a casa che ha preso l’AIDS e che gli hanno pure detto che papà è travestito. E la madre minacciava denunce e querele al punto tale che il direttore diceva a tutti di stare cazzi che se no arrivano i carabinieri e qua ci sgamano la piantagione. Vabbe’.
Vi voglio bene Nostalgie!
In sostanza avevo questo Mega Drive dal Natale prima e l’avevo acceso per la prima volta tipo l’altroieri, che era Aprile – perché? Perché ero piccolo ed i miei me l’avevano regalato (VI VOGLIO BENE, MIEI!) al posto del Tirannosauro di Jurassic Park. Io Jurassic Park l’ho letto il libro tipo a 11 anni. O anche 7, se fa più scena. Comunque avevo chiesto – ed avuto- la Jeep di Jurassic Park e ben due velociraptor di Jurassic Park, anche se le proporzioni dei modellini erano sbagliate rispetto ai ritrovamenti archeologici, comunque, vabbè, è che ci tenevo a queste cose.
Ed avevo avuto – non chiesto – il Mega Drive, sì. L’avevo scartato, classificato come non-tirannosauro gommoso e l’avevo rimesso lì, nell’angolo, dietro i festoni argentati. Mio padre non sapeva che sarei diventato un nerd (TI VOGLIO BENE PAPA’!): poteva fare il tris di pupazzetti di dinosauri (VI VOGLIO BENE DINOSAURI!) e farmi divenire uno sfigato con i pantaloni a costine e gli occhialoni spessi e invece ha piazzato l’elemento fuzzy della console nella mia carriera pre-pre-adolescenziale, così, infilato in anticipo in un Santo Natale dei ‘90.
RiGordando l'Amiga
Visto che stiamo (ahimè) raggiungendo la fine dell’estate, sono sempre più frequenti i post nostalgici. Invece di avere nostalgia di Guendalina della colonia, quella che poi invece che con te andava con Augusto, perchè aveva 13 anni e già sapeva guidare il motorino, mentre tu avevi solo un game boy, voglio proporvi un pò di nostalgia per un’altra amiga, l’Amiga 500.
Chi non la ricorda? L’improbabile sequenza di boot che indicava il corretto funzionamento del tutto tramite una sequenza di colori, che nessuno sapeva decifrare! Io mi ricordo un grigio / bianco / arancione / marrone chiaro / grigio / seguiti dalla classica manona spixellata che invitava l’utente a inserire dischi per far partire giochi che ci avrebbero accompagnato durante i momenti importanti della nostra pre-adolescenza, segnandola per sempre.
Compleanni tristi
Oggi è il mio compleanno e visto che sto malissimo, vi racconterò del compleanno più triste della mia vita (quello di quest’anno è in top 3 comunque, insieme a quello narrato e a uno che mi hanno fatto una multa per guida contromano).
I nati in estate si trovano presto a scontrarsi con l’annoso problema della propria festa di compleanno. Tutti gli amichetti sono già in vacanza e o ci si trova anche noi in vacanza e quindi ci si diverte a prescindere, oppure ci si trova in città, da soli, che magari i genitori quel giorno lavorano pure, a rompersi il cazzo.
Il dolore dei ricordi

Mi dispiace, la tua infanzia è appena stata stuprata. Di nuovo.
De’, vi ricordate gli anni 90 con l’AIDS, le buste sorpresa in edicola e la italo dance che da sola ci dovrebbe valere la nomina di “Stato canaglia”?
Eh?



