Il blog di videogiuochi che non stavate aspettando altro

Cose burlesque di benaugurio

Collante sociale

Ok. Oggi è il primo compleanno di Gioca Giuè.
Almeno quello ufficiale, di quando abbiamo comprato il dominio definitivo, quindi quando siamo grandi. Poi da lì è andato tutto in discesa, siamo diventati ricchi sfondati, veniamo accettati anche nei club più cool d’Europa, Pikkiomania ha comprato un pc nuovo, Aspera ha comprato un 3DS e Kid Icarus una PSP, DJ Kimchi ci ha fatto diventare famosi a livello nazionale parlando del gioco più di merda mai creato in Italia, Zamjatin invece gioca a Angry Birds quando è in laboratorio a iniettare tumori agli uccelli. Gli altri non so esattamente ma sicuro stanno contando i quattrini che gli ha sortito la collaborazione con Gioca Giuè.
E insomma niente, per celebrare il nostro secondo primo compleanno non mi andava di fare la consueta lista di parole chiave burlesque.
Stavolta no, ho preferito scrivere un articolo riguardo le cose burlesque che accadono nei videogiochi e che odiamo e smadonniamo ogni volta però alla fine anch’esse contribuiscono a farci amare il tutto.
Ho chiesto consiglio all’amico Bluforce che mi è stato di prezioso aiuto, linkandomi un video degli uomini volanti di Red Dead Redemption.
Basta ciance, beccatevi l’articolo e stasera andate a festeggiare a botte di shottini di Centerbe.

Leggi il resto dell’articolo

Correre senza sudar, pagando quel che ti par! Proun e Fotonica. [acidoni & male agli occhi]

E’ quasi agosto e c’è un tempo matto prima fa caldo poi fa freddo e nessuno ci sta capendo un cazzo. Nel dubbio io mi sono rifugiato nell’africa di Far Cry 2 (un free-roaming col sole alla Sun Araw totale e ripetitivo di cui vedremo sviluppate le potenzialità in questo capolavoro annunciato) così il mio cervello si è bloccato nel dare titoli sgradevoli come quello che ho dato a questo post.

Oggi però sono qui per parlarvi velocemente di due giochi che rientrano nella categoria da me amata di acidoni e male agli occhi, e hanno come caratteristica quella di poter essere acquistati alla cifra che ci pare. Potremo dare ai nostri prodi indie-programmatori un obolo che oscilla dai 2 sesterzi ai 10 denari!!

Ad esempio io ho pagato con due monete taglia-incollate male!

Leggi il resto dell’articolo

A pranzo pensavo e mangiavo (pensando)

La pizza. Che in realta’ a me non piace la pizza, neanche la digerisco, e che dovrei scrivere il proseguio del romanzo che comunque – ora ve lo dico – e’ gia finito, non v’aspettate altro, non ci sara’ altro, non c’e’ mai stato niente, quale romanzo?, io non ho scritto niente. E’ stato il MOSSAD.E pensavo che non dovrei pensare, tantomeno scriverne su un posto dove dovrei scrivere di videogiochi e non di cazzi miei, pero’ e’ primavera, ma ieri giocando ai droghemon arii ho notato che e’ inverno, e lo scarto stagionale e stagionato e stai zitto che ti sputo se non la smetti e quindi visto che nel corpo e’ primavera – o forse estate – e nel cuore e’ inverno – ma fino ieri era autunno e poi ho rivisto NGE tutto insieme e mi sono uscite delle rughe nel cuore ed ora quando mi sveglio ho la schiena che fa cricri come i grilli di Neo Tokyo III, te l’ho rubata cugi’ – io pensavo che tra un po’ e’ un pezzo abbondante di secolo che esisto con la erre davanti e che in ‘sto pezzo di non-vita che avanza tipo la pizza che non ho finito ancora per scrivere pensando pensavo che se ancora esisto con la erre davanti e’ comunque grazie a quelle esistente senza la erre davanti molteplici matemorfiche, no, aspe’, metamorfiche, ripensandomi in un istante apuleico somaro della vita ma maestro del gioco del non esistere fondendomi in altro realizzavo pure che si’, e’ stato molto bello respirare la vostra aria, mangiare del vostro pane, bere del vostro vino, ma uno arrivato a questo punto e’ giocotriforza destinato a farsi scegliendo, e le scelte a questo mondo ed in questa vita non sono mai tra un punto in carisma o uno in destrezza, difficilmente ci rendono piu’ esperti, e’ un po’ come quando in uno dei primi sei might and magic passavo da una schermata ad un’altra per fare respawn dei mostri ed invecchiavo ed alla fine del gioco avevo tutti i personaggi di novant’anni con un sacco di intelligenza e saggezza ma due punti in forza e meno quattro in costituzione e non e’ ho mai finito neanche uno, di might and magic, perche’ m’erano tutti venuti a noia e poi non potevo piu’ menare i mostri con le mazze perche’ il minotauro neanche ce la faceva piu’ a respirare e non e’ vero un cazzo, me lo sto inventando, non e’ vero, invecchiavi si’, ma la noia che mi portava a smettere di giocarci non era causata dal vedere ‘ste figure con i capelli bigi, manco me lo ricordo se cambiavano le facce, sicuramente no, che’ erano gli anni 90 e gia’ era tanto se un mostro monoculare aveva tre pixel diversi da una lucertola armata di falcione, che poi il falcione non c’era come il resto, era tutta fantasia, quella fantasia che ci hanno strappato a forza di dettagli e particolari, ma non c’entra ancora comunque niente, non era a questo che stavo pensando. A che pensavi? Al cazzo. No, alla noia. E’ un bel problema, la noia, ma e’ anche la salvezza di poveracci come noi – come noi chi?, vaffanculo – se non ci fosse stata lei non ci saremmo stati neanche noi, o saremmo stati altri, e magari non avremmo conosciuto che vuol dire giocare sedici ore in un giorno ad uno di quegli rpg brutti di cui parlava qualche articolo addietro una persona che non vorra’ sentirsi dire che – che?, niente – e quindi noi dobbiamo alla noia quanta vita lei deve a noi, ed e’ la noia che causa la perpetua ricerca del Gioco con la gi maiuscola che ti faccia vivere quella vita che non hai mai vissuto.

Leggi il resto dell’articolo

Regalo di Nasale: The Polynomial

A Nasale tutto ciò che conta oltre i regali sono le luci che sbrillucicano perennemente nel buio fredo del nasal! luci che ci fanno volare in spazi e mondi sconosciuti! C’è un videogiuoco magnifico basato su luci e spazi sconosciuti di nome The Polynomial, è in offerta per cinque euro su Steam se non ve lo regalate vi perderete la vera verità sul nasale. Cioè questa:

Che strana situazione: un cammello attaccato dai dischi volanti. Ma non preoccupatevi si tratta di un gioco nuovissimo che vi terrà col fiato sospeso; riuscirà l'animale a sopravvivere? a.k.a. Gli orsacchiotti prendono il loro palloncino e volano in cielo. Dobbiamo colpirli con arco e frecce prima che ci tirino addosso lo schermo

Si, avete letto bene, e queste sono solo due delle incredibili e tantalizzanti taglines che si potevano trovare ogni mese sulla rivista Special Program e sulla sua cuginetta Special Playgames. Si era suppergiù verso la metà degli anni ’80, il Commodore 64 era IL computer per giocare (poche storie, alla faccia delle diatribe Spectrum vs. Commodore o thrash vs. glam) ed erano i giorni delle partite collettive dopo scuola a casa di qualcuno, mentre la mamma portava in camera la Fanta e i panini con la Nutella (o salame e ciccioli, se andavi dall’amico in campagna) e a turno ci si alternava, con le manine unte, davanti al televisore con il fido Albatros (microswitch a manetta) in mano. Ogni tanto si litigava pure, perchè la regola era quella di fare una partita a testa ma capitava sovente la c.d. “partita soffritta” (il nome deriva da quello di un nostro compagno di classe che era super imbalzato, tanto che è stato persino portato dal dottore perchè – testuali parole – “cadeva sempre”) ovvero “partita di merda” per i non anglofoni, quando tipo si perdeva una vita nei primi dieci secondi o cose così. Insomma il giudizio se la partita fosse valida o meno era a discrezione del consiglio dei giocatori del pomeriggio e questo dava luogo a scazzi e ripicche fino a giungere, nel peggiore dei casi, all’impedimento fisico. Insomma, dopo le prime esperienze di pratiche onanistiche, il gioco-col-compiuter era il top.

Leggi il resto dell’articolo