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Il protagonista, Otto Rahn.

Buonasera a tutti. Prima di tutto vorrei porgere i miei sentiti ringraziamenti a chi mi ha permesso di esprimermi: innanzitutto quindi a Copons, che mi ospita qui, e all’istituto per persone speciali “L. Giussani” di Bologna che mi fornisce una connessione al www e tanto sostegno.

Resident Evil 5 è un gioco dove spari agli zombis. La storia è più o meno la stessa di Erin Brokovich, ma con più tette: una multinazionale cattiva mette in circolo sostanze nocive e ne consegue una gran brutta situazione di zombi, ma grazie alle tette di una donna (o anche di un uomo, se vediamo quest’ultimo capitolo) tutto si risolve in un tripudio di esplosioni, sigari ed elicotteri al tramonto.

Premetto che io sono un esperto di zombi: ho visto tutti i film sugli zombi, da quello con gli zombi nazisti con Peter Lee Cushing fino all’ultimo film della serie Resident Evil, quello finanziato dall’Oreal e dalle multinazionali. Ho preso parte ai campi di addestramento anti-zombi dell’oratorio di Imbersago e ho persino due maschere antigas in casa e una consistente riserva di pelati “Mutti”. Questo mi qualifica naturalmente come esperto in ambito zombi, come evidenziato anche dal mio nutrito curriculum di pubblicazioni realizzate col patrocinio dell’istituto Giussani e del ministero per la difesa.

Ciò detto, ho avuto modo di giocare a Resident Evil 5 per ben 5 minuti in un PC che non arriva ai requisiti minimi standard, in modo da dover abbassare il dettaglio grafico per poter avere un minimo di fluidità nel movimento. Perciò la prima critica che mi sento di portare a questo gioco è che in Resident Evil 5 la grafica fa cagare. Questo non lo dico soltanto alla luce del fatto che ho dovuto mettere risoluzioni da display dell’orologio trovato nel Dash, ma anche per un fatto palese che non può non colpire subito l’occhio del giocatore: Resident Evil 5 è un gioco marrone. Di come il marrone sia il colore dei giochi per la Playstation 3 è già stato ampiamente dibattuto in letteratura, e questo capitolo della saga anti-zombis più amata dagli Italiani e dai Calabresi non si sottrae al diktat dei nostri cugini musi gialli.

Where's my WATERMELON?

Ma, come del resto non sarà sfuggito al più attento dei videogiocatori, la marronosità del gioco è data da un altro fatto sconcertante: Resident Evil 5 è un gioco in cui i cattivi sono i negri. A dir poco inusuale: un videogiocatore navigato si aspetta sempre che i nemici siano i nazisti, i bambini o quelli che ti vendono Lotta Comunista fuori dall’università, e invece no: questa volta sono proprio i negri.

Questo fatto, decontestualizzato dal momento storico in cui ci troviamo, mantiene un’aura di mistero e di stupore perfettamente comprensibili (perché tutti noi, giocando, prima o poi esclamiamo “scommetto che è tutto un piano dei nazisti!” anche durante Mario Kart), ma io so vedere oltre e vi dico che, in verità, è ovvio che i cattivi siano i negri.

Attenzione perché il videogiocatore attento potrebbe dire: ma dai, i negri erano i cattivi anche in GTA San Andreas, in Starcraft e persino in Donkey Kong. Va bene, ma fate attenzione ai dettagli: in quel caso si trattava di un certo tipo di negri, mentre qui ce la si prende comodamente con tutti, ricchi e poveri, onesti e disonesti, perché la zombizzazione non fa differenze, è il comunismo biologico, la livella virale, il marxismo dell’era post-genomica e post-clonazionista.

Il discorso quindi diventa più chiaro quando vi trovate ad esclamare “muori, negro di merda!” al vostro schermo, prendendovela non con lo zombi, ma con il simpatico raccoglitore di cotone che il virus Uroboros rianima in una versione che s’incazza proprio se non gli compri i calzini al sabato mattina sotto ai portici di Santa Maria dei Servi.

Resident Evil 5, quindi, ci permette di sentirci meglio con noi stessi, con le nostre tradizioni e con la nostra cristianità perché giustifica la strage di negri a suon di pistola e machete.

"No, non li voglio i calzini e NON sono tuo fratel... ehi, un momento!"

Al di là di questi aspetti filosofici, la seconda critica che bisogna muovere al gioco è che in Resident Evil 5 la giocabilità sta ai giochi di oggi come Vacanze di Natale sta alla commedia classica greca. Naturalmente non sto parlando del sistema (ormai più abusato di una cameriera di Steven Seagal) salta-aziona-trovachiave-sparazombi-accediallaporta. Parlo, di per sé, del sistema di controlli: un’esperienza la cui qualità potete mimare in casa vostra attrezzandovi di un cilicio, un cazzo di gomma, un sacchetto da 1 kg di ceci crudi e il dvd dell’ultimo concerto dei Coldplay. Sparare a uno zombis richiede una serie di azioni:

  1. equippare l’arma (aprendo l’inventario)
  2. estrarre l’arma
  3. mirare bene (mentre il negro si muove come un tarantolato uè uè)
  4. click! avete sparato un colpo! LOL
  5. ripetere dal punto 3.

Ora, io sarò anche un giocatore poco d’essai che si affatica a pensare a più di una cosa alla volta (mirare e fare fuoco), ma vi assicuro che la macchinosità di tutto il sistema di Resident Evil 5 rende sparare agli zombie una cosa noiosa.

Sembra facile, in realtà mio cugino tiene il mouse e io la tastiera.

Un altro aspetto decisamente lacunoso di questo quinto capitolo è la trama. Zombie negri infettati da una strana cosa che gli esce dalla bocca (idea palesemente copiata dal capolavoro del cinema d’oltreoceano Blade 2, dove però a causa della blaxploitation i negri sono i buoni e i cattivi sono i rumeni: oggi a me, domani a te) progettata in un laboratorio segretissimo finanziato dal capitalismo mondiale e dalla loggia P2, che quando non provoca terremoti (come affermato da http://la-rovere-franca-rosa-maria.over-blog.com/ , ma questa è un’altra storia di zombis) gioca a infettare i negri con l’HIV, il virus Ebola, e questo virus chiamato Ouroboros in onore del mistico serpente che si morde la coda. L’agenzia mondiale per l’ammazzamento di zombis invia questi due (un bianco e una negra) alla periferia di Napoli e cominciano a sparare ai negri pazzi col Predator in bocca.

Ora, io non so come va avanti la trama, ma state pur certi – me l’ha detto Renzo la Trota – che va a finire che i governi mondiali riconoscono che la politica di integrazione è fallimentare, e allora sieg heil, viva la legge Bossi – Fini, spariamo ai barconi, i protagonisti diventano capi di una setta criptonazista, mandano gli emuli di Dolph Lundgren a saccagnare i pirati somali con la scusa del virus e ancora una volta il sol dell’avvenire trionferà sulle nostre famiglie bianche e la nostra coca cola light.

In conclusione, quindi, se fossi leghista darei a questo gioco il voto 9 (superato infatti solo da “Rimbalza il clandestino”, acclamato anche da Famitsu), invece, dato che non sono leghista, gli dò il voto 3.

Resta il fatto che il protagonista è bianco e spara ai negri. Da qui potrete sorprendervi ad esclamare, davanti al vostro PC, “muori, negro di merda!

21 querele

Oddio ma è bellissimo!
È tipo l’articolo più bello di questo sito che già prima era aprioristicamente il sito più bello della rete!

Ringrazio profondamente Dag (il nick che s’è messo qui non me lo ricordo e poi è impronunciabile quindi puppa) e spero che il perdere tempo a mistificare il DNA di povere bestiole innocenti non gli precluda la scrittura di altri articoli!

Controquerela

è il sito di La Rovere Franca Rosa Maria, una signora di Chieti di settantanni che sostiene che la loggia P2 la perseguita e CAUSA I TERREMOTI.

Controquerela

sono senza parole, già i tag lasciavano presagire una cosa maravigliosa ma non pensavo così bella. la conclusione, secca e decisa, mi ha spiazzato! applausi! (che poi potremmo parlare anche di RE4 dove i nemici erano gli ispanici zapatero socialisti e gay che ce l’hanno addirittura con la figlia del presidente USA!)

Controquerela

Io ho avuto in anteprima il prossimo articolo di Gisangsnfjrewtin ed è più conciso ma forse ancora più bello! *_*

Controquerela

Piante vs zombie è già droga. Ma è shareware, vabbè: metterò in moto i c*coffcoff*ra*coffcoff*ck. Oddio, devo stilare una lista dei miei migliori shareware su floppy. SU FLOPPY!

Controquerela

Salve signora La Rovere Franca Rosa Maria, è un piacere, se non un privilegio, ospitarla qui sul nostro umile sito.

Controquerela

arega’ ma ke avete sbroccato tutti?
magari non posso mettere in dubbio che ci sono software house razziste ma ke addirittura si arrivi a strillare al complotto su ogni stronzata questo rende ridicoli chi vuol fare una critica che sia veramente costruttiva!!!
piateve meno acidi…..
e non immischiate tt come i skizzofrenici: nazismo comunismo marxismo logge p2 p3 UFO ahahhhaahaah ki piu ne ha piu metta
ripiateve co sto cervelletto bruciato!!!
e vatte a legge qlk di piu sul marxismo ingnorante!!!

Controquerela

caro zed mi dispiace ma qui sei nel torto tu. io ho letto un sacco di libri di dan brown e di corrado augias, sono informatissimo sui segreti dei templari perché ho visto tutti i film con nicolas cage e ho anche in casa una copia originale autografata del manoscritto di voynich.
sono sicuro che tu pensi che l’11 settembre sia stato causato da terroristi arabi e non, come sanno ormai tutti, da banchieri sionisti che volevano far crollare il dollaro americano per dominarci col signoraggio.
così come sono sicuro che tu pensi ancora che i nazisti siano tutti morti! beh bello mio se ti leggi l’ultima inchiesta di Peter Gomez scoprirai che Hitler è ancora vivo in Argentina. Ma che te lo dico a fare? La gente come te ha il salame campagnolo sugli occhi e il caprino nelle orecchie e vota PDL ogni volta che vede Uomini e Donne.
Aprite gli occhi gente, ci stanno controllando anche con i videogiochi.

Controquerela

Il nonno di Hitler era il banchiere EBREO Rothshild,il quale ha finanziato la carriera politica di Hitler ed ha formato il NAZISMO. Quindi si deduce che la strage degli ebrei è stata ordinata dall’EBREO sionista nonno di Hitler.
Ho il link di un libro molto raro ” I PROTOCOLLI DEI SAVI ANZIANI DI SION”
Se qualcuno lo vuole glielo posso inviare

Controquerela

Copons se mi dai un tuo indirizzo di posta elettronica,te lo invio subito.
Non si trova in vendita,perché gli EBREI SIONISTI lo hanno ritirato dal commercio.
Alcuni miei amici hanno il testo originale

Controquerela

Signora La Rovere Franca Rosa Maria, innanzitutto la ringrazio per la disponibilità.
Può inviare il materiale direttamente all’indirizzo email di Gioca Giuè (info@giocagiue.it).

Grazie mille e cordiali saluti.

Controquerela

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