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local_offer Gli Specialoni

C’era una volta che l’AIDS era una novità, quando ero piccino picciò, e in uno di quei campi sportivi dove ti tatuavano il numero cui mi inviano i miei genitori per evitare che diventassi come sono ora, quando uno si sbucciava il ginocchio era uso andare addosso agli altri bambini dicendo TI PASSO LAIDIESSE. Se poi la contagiata era una bambina, c’erano pure cazzi che ti chiamassero in direzione, perché quella il giorno prima s’è messa a piangere e ha raccontato a casa che ha preso l’AIDS e che gli hanno pure detto che papà è travestito. E la madre minacciava denunce e querele al punto tale che il direttore diceva a tutti di stare cazzi che se no arrivano i carabinieri e qua ci sgamano la piantagione. Vabbe’.

Questo simpatico quadretto l’ho descritto solo per dire che ormai i mitici anni ’90 sono lontani lontani, dato che ormai il 95% degli italiani convive pacificamente con malattie, mafie, guerre, pinze dimenticate nelle pance dei pazienti  a patto che i negri e i rumeni se ne vadano a fare le loro cose a casa loro. Ma non era solo l’AIDS la vera novità degli anni ’90: a un certo punto arrivò nelle case di tutti gli italiani una cosa chiamata Internet.
Mi ricordo che si andava all’edicola, mio padre ed io, a prendere il Corriere e Topolino (anche se io guardavo Lanciostory e la Clinica dell’Amore con la coda dell’occhio e la mano in tasca, che no?), e con riviste tipo Panorama ti davano il floppy disk CON DENTRO INTERNET.

Un mega e quattro di CYBERSPAZIO.

Erano i tempi dei fogli coi buchi per le stampanti ad aghi, di Windows 3.1 sfondo maiolica e soprattutto del rumore del 33K che se lo sentono i cugini piccoli credono sia The Ring. E ogni volta che tu madre doveva telefonare dovevi staccare tutto o rinunciare a quell’ultimo kilobyte delle foto di monica bellucci nuda.
Insomma questa novità di internet era veramente troppo avanti. Spesso mi ricordo che dicevo a mio padre: andiamo su internet. A fare che? E io che cazzo ne so. Andiamoci. Manco fosse il mcdonalds con la vasca piena di palline e di AIDS.
Insomma c’erano i primi newsgroup, i primi bbs, c’erano i primi hardcore gamers che si scambiavano le mappe .wad di Doom 2 su internet, si usava Telnet (non chiedetemi per cosa) e mIRC era una specie di parco giochi dove ci sono solo i bambini antipatici che ti spaccano il camioncino. Capito come? Io ero troppo piccino per capire a cosa servisse internet, ma voi comprenderete l’emozione di sentire il rumore del 33K che si collega e pensare di stare entrando nel CYBERSPAZIO, a far nulla.
L’edicola degli anni ’90, però, oltre ai film della centoxcento, i giornali e le buste sorpresa con dentro i giocattoli tossici, che mia madre mi portava quando avevo la febbre per farmi capire che ero amato anche se avevo l’AIDS, aveva anche i videogiochi.
E non sto parlando di videogiochi come oggi che ormai te li allegano pure su Donna Moderna assieme alla padella antiaderente e alla vaselina guaranà e mandorle dolci. Parlo delle pubblicazioni dedicate, dei floppy disk blu con le etichette separate, da applicare in casa, parlo in particolare di una software house:
la SIMULMONDO di Francesco Carlà.

BANG.

Cos’era la Simulmondo? Chi è il prof. Francesco Carlà? Com’è possibile che l’Italia e l’Europa abbiano perso il treno del Simulmondo?

Ne parleremo tra qualche giorno.

11 querele

Strabellissimo! E non c’era solo la Simulmondo, ma pure la Dinabyte di Nippon Safes Inc., The Big Red Adventure e il novolessimo e buggatissimo Late Night Sexy Tv Show! Che tenerezza poi l’AIDS, conosciuta anche come la nuova pellagra. Io all’inizio pensavo si prendesse solo leccando le tavolette dei water.

Controquerela

diobono i primi anni ’90, che nostalgia che mi metti.
Nei primi anni ’90 io ero senza soldi e a salvarmi è venuto lo SHAREWARE.

I FLOPPY SHAREWARE.

Avevo 2 giochi originali e DUECENTO FLOPPY SHAREWARE, che prendevo su riviste da da 6-7000 lire che facendo due calcoli avrei potuto risparmiare e comprarmi 25 giochi originali.

Ma è così che ho giocato al gioco dei carri armati che sparavano arcobaleni.

Controquerela

A parte che la presenza su queste pagine di Acidshampoo mi mette in mood strappacapelli / ti prego fammi l’autografo non ho fogli va bene anche sul biglietto da visita o la carta di credito chessò.

Zamjatin RUBBA LE IDEE!
Cioè, la mancanza di idee (e di giochi giocati) del sottoscritto che quindi ora è scoppiata la moda della nostalgia rievocativa dei bei tempi andati.

Sono quasi tentato di aprire una sezione dedicata al PAssato, quello con la PA maiuscola che P e basta è banale.
Sì: solo per Nostalgia e Mein Videokampf, anche se sono conscissimo che Zamjatin è meglio di me e anche non fosse è biotecnologo quindi sai che gli ci vuole a sperimentare qualche gene meglio di me su qualche rana e poi injettarselo per il gusto di.

Controquerela

@Kid Icarus: passati i floppy shareware e anche i giochi con l’antipirateria sghicia (tipo che nella confezione ti davano un congegno del costo di circa lire 1.200.000 che dovevi azionare come indicato all’avvio del gioco e ti dava una password spesso visuale che dovevi cercare in mezzo a milioni di immagini che manco l’Intersect di Chuck), la mia sharevita si è chiusa dentro le mistiche Twilight, che ricordo con grande affetto e soprattutto per avermi donato, nello stesso CD, Warcraft e un programma di arredamento, che usavo quotidianamente e con la stessa goduria, senza considerare che di lì a poco sarebbe arrivata l’Ikea a Roma e ora casa mia è tutta arredata svedese. :'(

Controquerela

@acidshampoo: stupenda la dynabite! chissà che fine hanno fatto! late night sexy tv show vedevo sempre le foto sulle riviste e lo volevo troppo che pensavo fosse na cosa porca, ma lo era? che si faceva? era tipo il larry italiano?

Controquerela

No no, era qualcosa più vicino a Colpo Grosso. Io lo comprai e mi garbava da morire e mi ci sono finito di seghe, complice l’impagabile atmosfera scambistico-esibizionistico-televisiva.
Purtroppo lo dovetti restituire perché davvero era massacrato dai bug. Che poi dire bug è dire poco, visto che ti ritrovavi nel DOS ogni tre per due. Penso sia stato uno dei pochi casi di un gioco messo in commercio e che non poteva essere portato a termine dal giocatore. E i tempi delle patch erano ancora di là da venire.
Copons, grazie dell’amicizia su Facebook!

Controquerela

No sei un GENIO! Simulmondo! Spero che citerai ANCHE timerunners in seguito, il gioco che usciva a puntate in un comodo raccoglitore da 6000 floppy disk!

e non dimentichiamo la CINEMAWARE.

Controquerela

Meraviglia!
Comunque, in relazione alla novità Internet, io conservo un primo “diario della navigazione” in cui appuntavo i siti (QUASI tutti, visto che ero preadolescente) che visitavo e cosa facevo su quei siti. La prima volta che ho acceso il modem i miei pensavano che stessi fisicamente rompendo
il pc.

Controquerela

Massima stima.

Peraltro, sulla Simulmondo ci potremmo passare le ore a parlarne (e tra l’altro da qualche parte avevo beccato un’intervista a Francesco Carlà o qualcosa del genere, mi sa che su FB poi ci sta proprio un gruppo dedicato ai giochi Simulmondo…)

Che poi, a ripensarci, li compravo VERAMENTE solo perchè erano giochi di Dylan Dog (anche se Gli Uccisori non ce l’ho mai avuto), ma invece, PERCHE’ COMPRAVO SIMULMAN? Grandi domandi, senza risposta. E, tra l’altro, pare che il volto di Simulman fosse modellato proprio su quello di Carlà.

Ma tutto questo rientra sempre in qualche maniera nella mia teoria che con la PS One si è rovinato il mercato dei videogiochi (o, meglio, dei videogiocatori), ma anche qui, magari ne riparleremo.

Pikkiomania, qua ho capito che mi farai riprendere a scrivere. Maledetto, ti odio.

Controquerela

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