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Giochi di sassi: quando i primi motori fisici fecero la loro comparsa nel mondo del videogheims, si aprirono infiniti miliardi di infinite possibilità. Spesso e volentieri i giochi erano una scusa per far cadere le cose: i barili, le asticelle, le statue di Saddam, ma soprattutto loro:

sassi!
SASSI.

In principio i sassi erano sempre un brutto presentimento. Quante volte avete cercato di camminare in una direzione, e invece no, stava i sassi.
Pensateci bene: muri di sassi. Montagne di sassi. Rocce di sassi. Portoni chiusi di sassi.
Volevi fare la strada breve perché t’eri cacato il cazzo di saltare sulle asticelle a picco sul baratro che era game over prima ancora di riuscire a dire mannaggia gesucristo? Non puoi, c’è i SASSI.
Volevi vedere piuttosto che effetto fa a buttarsi giù dal dirupo dopo che i villains ti hanno spiegato che tua mamma faceva i bucchini in pineta e da allora c’è la maledizione (o il mannaggia)? Non puoi, c’è i SASSI.
Sassi che ti fermano, sassi che ti opprimono, sassi che in definitiva non si capisce bene cosa ci stiano a fare, ma a loro frega cazzi.

Invece, con la FISICA i SASSI è diventato tutto: cose che cade, proiettili, spianatoie, riparo semovibili, schiacciasassi. Ecco la vera rivoluzione: SASSI che SCHIACCIA ALTRI SASSI. Metafisico.

tigre!
Anche la tigre, opportunamente educata, lancia SASSI.

Dalle mie parti si chiede, a chi già alle elementari si capisce che non farà molta strada, “ma tu sei scemo o mangi i sassi?” alché il nostro povero Enrico (scusami, Enrico), replicando “mangio i sassi”, si sentirà dire in tutta risposta e con tono accusatorio: “ALLORA SEI SCEMO!”

MA PERCHE’? CHI L’HA DECISO?

I sassi è pieno in ferro, minerali, tempra le gengive e il carattere, persino le galline se lo mangiano, e che so sceme quelle? Lo sapevate che il tirannosauro e il velociraptor sono quanto di più simile a una gallina esiste al mondo?

Comunque, questo preambolo sui SASSI e la FISICA è per dire che, dopo anni di giochi sciapi di far cadere sassi e spaccare sassi e sparare nei sassi (ricordiamo il vergognoso geomod di Red Faction e la presunta libertà d’azione, un gioco chiaramente berlusconiano, un’epitome dell’illusione di chi sta dalla parte giusta [i rossi] e pensa di poter fare il bello e il cattivo tempo [sparando nei muri] quando è tutto preordinato e si sa già sempre come andrà a finire) c’hanno pensato i cosi là, gli indie, a fare un GIOCO SUI SASSI E SULLA FISICA che mannaggia gesucristo, più ci penso più mi vien voglia di aver fatto io questa roba.

poster!
Un po’ hipster, ma glielo si perdona dopo i primi 3 minuti di giuoco.

Tiny & Big: Grandpa’s Leftovers è uno dei migliori giochi DI e SU (ma anche CON, PER, TRA, FRA) i sassi che mi siano capitati tra le mani. E’ opera dei simpaticoni – per quanto tedeschi (Merkel culona, Merkel inchiavabile, Merkozy dovete morì) – Black Pants Game Studio, che hanno fatto della mutanda nera, pregiato oggetto nell’arsenale del maschio chiavatore, il loro logo e principale leitmotiv nel gioco di cui stiamo parlando or ora.
Storia intuitiva: Big, la nemesi di Tiny, ruba le mutande del nonno che gli conferiscono superpoteri al di là dell’immaginabile: volo, teletrasporto, terremoto, ma soprattutto LANCIO MENTALE DI SASSI.
Il nostro Tiny, protagonista da noi pilotato in terza persona, dovrà recuperare le mutande del nonno, facendosi strada tra i sassi (nei sassi, coi sassi, sui sassi) utilizzando tre toolsz fondamentali:

– il LASER, capace di tagliare praticamente ogni tipo di sassi
– il RAMPINO, capace di tirare a sé i sassi, tagliati o meno
– il RAZZO, capace di spingere in avanti i sassi che sono liberi dalle forze di inerzia, attrito radente o pura resistenza vincolare.

laser!
Tiny taglia i SASSI col laser. Perché noi no?

La mentalità è semplicissima: TAGLIA I SASSI, SALI SUI SASSI, SPINGI I SASSI, TIRA I SASSI e risali sulla piramide. E non si tratta soltanto di rocce di un arido paesaggio desertico: i laser di Tiny può affettare anche PARETI, SCALE, TRAVI, STATUE, CACTUS(!) tutti rigorosamente in sassi. La libertà di azione è impressionante: l’obiettivo consiste solo nell’andare dal punto A al punto B, tu puoi tagliare tutto, sotto di te c’è il baratro, sono cazzi tuoi.
Vuoi creare una scala a chiocciola? Vuoi tagliare in due la parete e farla cadere? Vuoi fare a spicchi il pilastro che regge la passerella che devi prendere, giusto per il gusto di andarti in culo da solo e sentire lo SBRANG dei sassi che rovinano e si spaccano?
Puoi.
E non è soltanto un puzzle/platform: negli incontri con Big, armato di mutande in testa, lui vi scatenerà addosso padrepii e colonne traiane in testa, e sarà vostro compito essere lesti col mouse e segare i sassi che vi lancia prima che vi colpiscano, e tagliare gli alti piedistalli da cui l’infame antagonista vi bersaglia. I combattimenti sono molto veloci, la loro difficoltà cresce senza scadere nel frustrante – come invece accade in alcuni punti del percorso più simili al genere platform – e rappresentano un vento di freschezza, quasi come un nuovo assorbente, nel ritmo del gioco.

Ma la figata non finisce qui. Perché oltre al motore fisico accurato, al concept geniale e alla fluidità del meccanismo di giuoco, Tiny & Big ha ancora due caratteristiche eccezionali e, mi duole dirlo, impensabili in un mondo che non sia quello indie.

La prima, è la grafica, e in particolare le texture: giocare a Tiny & Big è come star dentro a un fumetto. Tutte le texture sono fatte A MANO, ma no a mano tipo col mouse su Paint, A MANO CHE SPACCHI I SASSI E DENTRO CI VEDI LE RIGHINE FATTE CON LA PENNA BIC. Capito come?
Colori, modelli, textures, menu, font, tutto è fatto a mano e dà la sensazione di trovarsi di fronte (o dentro) a un prodotto artigianale, una sorta di assurdo webcomic, ma molto più coinvolgente e soprattutto RAFFINATO. Infatti, per quanto sia tutto fatto a mano, non è fatto a cazzo de cane: la pulizia della grafica e dei modelli è esemplare, altro che tette a punta e braccia nei muri de tomb raide. E lo stile è coerente, inconfondibile e gradevole.

bic!
Al posto dei quaderni delle scuole superiori potevamo riempire un VIDEOGAMES.

L’altra figata, ancora più IPSTE e che quindi piace ai pervertiti come Copons, è che la colonna sonora è stata tutta scritta ed eseguita da una serie di bands indie, talmente indie e underground che nemmeno le loro mamme sanno cosa fanno in cantina, e nonostante qualche pezzo un po’ palloso (bellissimo il post-jazz-funk-lounge, mi ricorda quando devo digerire a Natale) ci sono tracce godibili come il theme track dei 3typen.

Vabbe’, musiche indie nei giochi, cazzo cene direte voi? Mica è una novità? Eh sì signori miei, perchè anche la musica è parte integrante del gioco: man mano che camminate affettando SASSI potrete trovare VECCHIE MUSICASSETTE che aggiungono pezzi da suonare nel vostro MANGIANASTRI intanto che saltellate e risalite – o riscendete, a seconda del livello – la grande piramide dei sassi.

Tiny & Big ha vinto dei premi, di cui onestamente non ci frega una beata minchia, dal momento che per noi di Giocagiuè è fondamentale solo perorare la causa dell’uso intelligente dei SASSI NEL VIDEOGAMES.

Per la prossima puntata lascio la mia parola al fondatore non-busta di Gioca Giuè: Pikkio!

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8 querele

EVVAI COI SASSI!!! io non vedo l’ora esca un simulatore di lancio di sassi nell’acqua e cercare di fare più rimbalzi possibili! prossimo capitolo curato da me entro due giorni. BANANG!

Controquerela

Sembra figo ma non l’ho ancora provato perchè mi hanno detto che in qualche ora lo finisci e costa dieci sacchi, io da bravo pezzente aspetto che lo mettano al 75% di sconto o che finisca nel prossimo humble bundle (cosa probabilissima).

Controquerela

d’altra parte, il SASSO è una cosa importante

se avrò forza a sufficienza mi vedrete invecchiare
e scoprire un pò alla volta che non basta il tempo e non basta il fiato
se non per imparare a lasciarsi galleggiare
con un SASSO sulla pancia e un pensiero bello in testa
e dopo tutto, quando fuori non piove, non è affatto male

Controquerela

Minaccia una querela

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