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local_offer L'Angolo della Posta

Vorrei poter dire di aver pensato per giorni a come iniziare un articolo del genere. Magari, come successo in passato per Batman o J-Stars, parafrasando articoli esistenti. Approfondimenti redatti da alti esponenti del giornalismo. Decisamente non il caso di quanto comparso recentemente su Lega Nerd. Onestamente, nonostante i punti di vista e le verità supposte, non posso veramente affermare di averci pensato così tanto. Mi hanno scritto “c’è da rilanciare il Blog e c’è da farlo con un flame Epic(o)!” Alla mia domanda “ma Val(v)e tutto?” La risposta è stata “anche scherzare la gente reddito di cittadinanza! Basta che non fai giochi di parole brutti”… quindi…

E, allora, mi sono detto: va bene, proviamo a buttare benzina sul fuoco. Non come fatto da Copons, certamente non in modo così ragionato, pacato e contenuto. Perché i punti di vista di chi si glorifica quale massimo portavoce dei giocatori / programmatori / imprenditori sono un po’ come quelli delle persone così brave, così fighe, così giuste. Eppure là fuori è ancora pieno di gente di merda (Ovviamente di bukowskiana memoria).

Disclaimer
L’autore di questo articolo, dall’alto della sua extracomunitarietà rossocrociata, se ne batte il cazzo un po’ di tutto. Come quando vedi gli Svizzeri sulle Autostrade Italiane e capisci cosa veramente non funziona nel tuo paese, se dei cazzo di montanari che fino a ieri andavano in giro col trattore si possono improvvisare corridori di Formula 1 senza che nessuno riesca ad arginare tale piaga. Per tutto il resto interviene la copertura giuridica, estesa per l’occasione a tutta la redazione di GiocaGiué che si sentirà rappresentata da quanto scritto di seguito.

Disclaimer del Disclaimer
Se hai letto fino a qui e ti sei già rotto il cazzo vai su Containerd.it che ci sono le donne nude.

A termine della premessa par chiaro come questo voglia essere un pezzo celebrativo per il grande ritorno di Gioca Giuè nel quale troverete infiniti rimandi ad articoli del passato e citazioni più o meno velate e dovrebbe lasciarvi la sensazione di aver letto una descrizione di un episodio de “I Griffin”. Tipo quella volta che avevamo scritto tutti i giorni dei Saldi Estivi di Steam.

Ora come allora la mia indole è consolara. Quindi sono un giocatore, ma non appartenente alla Master Race. Inoltre ho difficoltà a gestire i layout preimpostati che WordPress mette a disposizione per il mio tristissimo blog, quindi evidentemente un coglione informatico. A chiudere il trittico la fantastica opportunità che mi offre il mio paese di vivere di rendita grazie all’oro degli Ebrei. Quindi sono ancora dotato di prepuzio e mi risulta veramente complicato scrivere “a cappella”, come invece fa gente su siti più blasonati.

La mia posizione di coglione / consolaro / non scappellato mi permette di ridere dei meme generati dalla diatriba Valve vs Epic, di farmi un’opinione sull’andamento del mercato e cosa più importante di non avere un intero aspirapolvere Vorwerk infilato nel culo (che la classica metafora della scopa nel caso dell’articolista di Lega Nerd sarebbe stata riduttiva).


Ecco di seguito, raggruppato in un unico punto le Situazioni che Ho Intenzione di Trattare (SHIT)

un-due-tre SHIT

Di selezione all’ingresso, investimenti e danni all’utenza finale. Ovvero aspetti contraddittori appartenenti a tanti negozi digitali (e sì, perché ne esistono molteplici, mica solo Steam ed Epic Games).

Da appassionato dell’oro degli Ebrei partirei dal concetto economico: più soldi forniti agli sviluppatori che si stanno già occupando di un progetto equivale ad una maggior cura del progetto stesso? Aspetta che vado a pescare un esempio… qualcuno si ricorda di OUYA? Ma sì, dai! OUYA! Davvero non avete mai sentito parlare di OUYA? Va beh, è solo un esempio, anche cacato a cazzo giusto per spammare Gioca Giuè. Stavo generalizzando e non va bene. Ecco, non va bene generalizzare, anche in senso inverso. Esistono programmatori con indole ed etica e figli di troia, i primi lavoreranno bene indipendentemente dai soldi derivanti dalle esclusive e generalmente avranno il piacere di condividere la loro opera con più gente possibile senza limitarla… i secondi leggono Lega Nerd e pubblicizzano l’Epic Store! (devo scrivere satira? nota per avvocato).

Poca scelta è indice di migliore qualità e più attenzione generale all’utente finale? Non proprio. È più vero che, secondo il “paradosso della scelta”, troppe opzioni generalmente sfociano in nessun acquisto. Ma allora non limitiamoci ad applicare questo studio a quanto si può trovare all’interno di uno store digitale, facciamo un ragionamento più ampio! Troppi competitor! Troppi Store! Sarebbe caso di scegliere quello più performante e valutare con la dovuta cautela e ad una certa distanza quello che invece basa il suo successo sulle vendite altalenanti di un gioco dedicato ai figli di madri alcolizzate e developers indie italiani.


In chiusura del discorso economico la fantasiosa accusa al “negozio Steam” di far bene il suo lavoro, inventandosi nuovi modelli di business e spingendo l’utenza finale all’acquisto.

Il business model di Steam è tutto qui: farci comprare giochi.

Di tutte le opinioni lette in merito all’argomento Valve vs Epic questa è sinceramente quella alla quale non riesco proprio a dar risposta. E mi lascia la stessa sensazione di un confronto con un terrapiattista vegano NoVax al quale ad una certa puoi solo dire “sei mejo te”.

Rimane qui un’ultima cosa da analizzare e sulla quale mi interrogo dal lontano 03/03/2010 (data di pubblicazione del primo articolo di Gioca `Giuè): ma tutta ‘sta libertà di espressione? Non parlo di quella lasciata nelle mani di un giocatore / programmatore / imprenditore indie italiano che fai fatica a capire perché è molto tormentato e complessato proprio in quanto tuttecose di cui sopra. Lui bene, in fondo questo mio sproloquio nasce proprio perché il suo articolo me lo sono letto per avere un’ulteriore chiave di lettura (rivelatasi poi un piede di porco conficcato nel cranio). Più in generale mi chiedo quanto sia utile chiedere l’opinione di chiunque su qualsiasi argomento e quanto invece sia controproducente. In fondo anni fa se ti compravi una copia di E.T. per il tuo Atari che era un gioco di merda lo potevi dire solo ai tuoi amichetti, mica sputtanavi un’azienda con dei voti brutti online facendole perdere vendite importanti e pure chiedendo il rimborso, che poi quelli con le copie rese magari ci dovevano creare un cimitero elettronico nel deserto. Quindi forse si stava meglio quando si stava peggio. O forse se un programmatore si preoccupa del riscontro negativo del suo pubblico, beh, forse ha programmato di merda.

EPILOGO

Era veramente necessario scrivere male queste due righe in risposta ad un articolo letto su un altro sito e che necessita lettura approfondita per capire quanto possa aver scritto io? Era necessario farlo dopo che la cosa è già stata fatta da Copons ieri? A prescindere sì perché la sezione dei commenti su Lega Nerd non se la incula nessuno (e hai voglia a scrivere “cosa ne pensate? commentate qui sotto!” Ad ogni chiusura articolo. Non vi si cagano! Poi puoi fare un articolo dove ti lamenti della libertà d’opinione dell’utenza e chiuderlo chiedendo l’opinione dell’utenza? Dai su…) e perché Copons è stato troppo professionale e anche perché se GG veramente deve risorgere serve della polemica come ai tempi del Vigamus (anche se quella non era sterile e fine a se stessa).

Che ne pensate? Discutiamone nei commenti qui sotto.

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7 querele

Oggi sono colto da saudade che mi va di condividere, così a buffo. Mio padre è un imprenditore; dall’età di 9 anni dietro la mola a lucidare e spaccarsi le ossa, artigiano nell’azienda fondata da suo padre (nonché mio nonno). Cosa ha ottenuto? Un mignolo in meno, perso all’età di undici anni per mezzo di uno dei macchinari in uso. Un pezzo di polmone in meno, asportato per via della malattia che affligge il settore (lo stesso cancro che fermò per sempre mio nonno a cinquant’anni). Un’ipoteca sulla casa, aperta per salvare l’azienda in un periodo in cui i debitori iniziavano ad aumentare a dismisura. Un socio in meno, sparito anche lui a 50 e sempre per mano del simpatico cancro.

È inerente con il discorso Valve, Epic e articolisti di dubbia caratura? No, come anticipavo è un post a buffo. Ma in quarantuno anni che conosco mio padre non l’ho mai sentito riferirsi a se stesso come imprenditore. Tanto meno come “imprenditore italiano in italia e ho detto tutto!”. Così per dire.

Discorso fatto qui e non sui social in un gruppo chiuso, adattissimo per i flame e poco per le discussioni.

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