Il blog di videogiuochi che non stavate aspettando altro

Werewolf?

Ecco i primi screenshots

che confermerebbero la presenza della razza bonus dei lupi mannari in Skyrim. In Oblivion se ti feriva un vampiro potevi diventare un succhiasangue, ma come si evince da QUESTO FILMATO FORSE FAKE in Skyrim si potrà metter su pure il pelo.

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Stoammorì

Dark Souls

S’è detto e s’è scritto di come i videogiochi ci permettono di affrontare la morte con un sorriso, con una bestemmia o con la consapevolezza che rinasceremo più o meno ganzi come in una religione da musi gialli. Che difatti sono i creatori di Dark Souls. Che difatti è il seguito di Demon’s Souls. Massì, quel gioco DIFFICILE dove la scritta SEI MORTO! ti appare su schermo con la frequenza della coscia della Brambilla in periodo pre-elettorale e dove non è che diventi “bravo”, ma diciamo che impari uno schema a memoria e lo ripeti all’infinito. Che nei videogiochi vuol dire che diventi bravo. Ecco, Dark Souls è uguale solo non uguale: è un finto open world, Soul Reaver docet, è un po’ meno frustrante di Demon’s Souls, ma non esente da bestemmie, c’ha una grafica e dei boss da paura, ma tutto questo non è importante. Nemmeno la grafica e i boss de paura. L’importante è che staiammorì. Muori nei fossi, muori con i demoni-toro, muori affogato, muori perchè un altro giocatore dieci volte più forte di te ha deciso che vuole la tua Umanità©, muori perchè un peone ti fa più male di quanto ti saresti mai aspettato visto che hai 40 livelli in più dell’ultima volta in cui ti ha fatto male.

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Dialogo tardivo tra Dio e la PSP in una lettera dall'Inferno

Ciao a tutti ragazzi, felice di rivedervi, come state?, io sono all’Inferno. Non perchè fa caldo o perchè lavoro troppo, ma sono proprio all’Inferno, fisicamente. Insomma è cominciato tutto qualche mese fa, più o meno nel periodo in cui scrivevo che non riuscivo più a videogiocare e ho chiesto aiuto e mi hanno detto che avevo bisogno di una vacanza e ho comprato una PSP e sono diventato un eremita e ho scalato la vetta più alta della mia contea e lì sopra ho parlato con Dio.

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Gente che non esiste e ho le prove

Sapevo di aver usato poco concime per la Stella.

E’ un mese e mezzo che non tocco videogiochi o quasi. Cioè bagno le piante di Plants vs Zombies, sì, lo faccio praticamente ogni giorno. Ma niente sortite per una PSP o un DS per sbomballarmi di rpg giapponesi o platform 2D. Non riesco manco a fare la mia partita settimanale a Sonic The Hedgehog sull’emulatore. Vi pare vita, questa? E quindi, manco fossi Franco Battaglia che parla di Chernobyl, me ne esco con una dichiarazione solenne e spartiacque: gli hardcore gamer che conoscono tutti i segreti e che noi ammiriamo segretamente guardando i loro video su youtube o non esistono o sono tutti bots. E’ così, vi dico, lo so per certo.

Ecco le prove a sostegno della mia tesi:

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Calcolate l'aspettativa di vita della vostra console grazie a GG e ai giochi brutti irresistibili!

Non serve spiegare al lettore informato di Gioca Giuè chi sia Giampiero Gazzo. Il grande teorico dei videogiochi che a cavallo del nuovo millennio scrisse il fondamentale “Videogames e Società nell’era Playstation”, fu il primo a notare come la quantità di giochi inutili, spesso simili tra loro, prodotta per una qualsiasi piattaforma decretasse l’aspettativa di vita della piattaforma stessa. Ad esempio, l’enorme mole di orrendi tie in e action a scorrimento orizzontale prodotta per il C64 nella seconda metà degli anni ’80 andava suggerendo ai boss della Commodore che di lì a poco tutto sarebbe collassato in favore delle console e dei primi pc da gioco. Oppure il picco ostinato di sparatutto classici e le conversioni grigie di platform per Sega Megadrive cassandravano l’imminente fine del suo primato di “console da salotto di tutti” proprio a causa di questa settorializzazione ottusa.

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