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Dante’s Inferno, senza troppi giri di parole, E’ God Of War (I,II & -probabilmente- 3) ambientato all’inferno. Davvero, nulla di più nulla di meno.Il gioco è  sviluppato dalla Visceral Game (insomma, da quelli di Dead Space) e vi terrà allegramente -si fa per dire- compagnia per quelle 8/10 ore di gioco che, per un titolo del genere, vanno più che bene, anche perché la difficoltà è notevole e l’incazzatura nel ripetere alcune sequenze all’infinito lo è altrettanto.

Protagonista è il Sommo Alighiero.

Dante va all’inferno per riprendersi Beatrice (in un fantastico corto circuito con il mito di Orfeo ed Euridice) perché, dopo aver preso parte alle Crociate (ahahahahah), il Nostro ha tradito una solenne promessa fatta a Beatrice.
Insomma, ha scopato come un licantropo.

Serio.

Perché Dante e Beatrice je davano giù che nun ve dico.
E Beatrice ha scommesso sulla sua vita che Dante non l’avrebbe tradita.
E ha vinto bene!
Quindi Dante si incazza e dopo aver sconfitto la morte e avergli fregato la falce e armato di croce di Beatrice sparaflash si avvia verso l’inferno, le cui porte sono site nella campagna toscana. Alle porte dell’inferno, Dante, che si è cucito una croce di stoffa sul petto con scene della sua crociata, trova Virgilio che gli insegna la magia.

Blastone!
Dante blasta una tettuta cleopatra

Dante dovrà affrontare i vari gironi, scoprire i segreti della sua famiglia per capire che è parte di un complotto divino-infernale più grande di lui e che Beatrce è solo un pretesto e nel mentre potrete, assolutamente senza criterio, scegliere quali dannati assolvere o condannare per ottenere anime bonus per accedere i potenziamenti.Attenzione, gli ultimi gironi prima di Lucifero, non si sa per quale ragione, sono strutturati alla Final Fight, ovvero libera l’area per accedere alla sequenza successive.

Il bello è che nonostante tali premesse, e mancanza di originalità, il gioco è dannatamente -ehm- divertente. L’inferno di questo gioco è davvero inquietante (piccola nota: molte riviste e/o webzine hanno detto che è TROPPO inquietante questa rappresentazione. Ma io dico, il Gioco si intitola “Dante’s Civitavecchia”? Anche perché l’inferno dantesco non è esattamente rose e fiori. Quindi i cazzi nella lussuria, i bimbi morti nel limbo ci stanno tutti), l’atmosfera ottima e ci si diverte tantissimo. I boss sono il top e tra zinne al vento e squartamenti assortiti si rivedono le stelle e si legge la scritta “continua” (come sulle cassette degli 883).

E un possibile seguito con boss finale DIO sarebbe il massimo.

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