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Vi avevamo già illustrato con i precedenti tre post  l’effetto Kickstarter causato da Double Fine. Ovvero resuscitare videogiochi, game designer, e generi ormai dati per persi e spesso appannaggio solo di pochi progetti indie/amatoriali.

Non abbiamo fatto in tempo a darvi l’annuncio di 4 grandi ritorni che, dopo Wasteland, ecco tornare un altro piccolo gioello di rpg occidentale (uscito per SNES), quello Shadowrun che il nostro Kid Icarus ci illustrò per bene durante una sarcastica e imperdibile intervista con il capo della Bethesda. Dopo aver letto quell’intervista capirete che è un obbligo morale per gli amanti del genere supportare il progetto Shadowrun Returns. Un progetto che in soli due giorni ha già raccolto i fondi prefissati per partire alla grande, confermando il terzo successo di fila della formula Kickstarter applicata ai Savi dell’Antica Scuola del VideogiUoco. (update: mentre scrivo apprendo che la creatrice di Gabriel Knight, Jane Jensen, è al lavoro su un nuovo adventure sempre su Kickstarter, è ASSURDO! spuntano come funghi!)

E ora però due considerazioni seriose che pure noi di GiocaGiuè a volte diventiamo Seriosi come Sam (a volte a forma di cane, altre con dei lanciarazzi in mano).

Bringin It All Back Home (aka dridatece ciò che era nostro!!!)

La prima considerazione è che i progetti “revival” su kickstarter,  non sono da intendere come sterile operazione nostalgia. L’operazione “qui una volta c’erano solo pixels” è in atto da anni e il mercato indie ne è pieno e stracolmo, ci ha anche deliziato, ma non ci ha portato  grandi cambiamenti. A mio parere il “revival kickstarter” è meno fuffoso, perché si tratta di un’epurazione di una parte sempre più incancrenita del mercato dei videogiochi: quella dei brand storici. Mi basta farvi un solo esempio: Shadowrun era già tornato sugli scaffali nel 2007, ma sotto forma di inutile FPS in multy a cui non poteva fregare un cazzo a nessuno. Infatti ha failato: soldi persi, tempo perso, giocatori incazzati. Come nel caso dell’ancora più inutile e fasullo Syndacate della Starbreeze Studios, ovvero l’EA che vede il successo del nuovo Deus Ex e rosica, recupera il suo brand cyberpunk più di classe (l’immortale Syndacate) e manda degli onesti lavoratori scandinavi a creare un fps cyberpunk becero e anonimo, in fretta e furia.

Su Kickstarter invece questi antichi prodotti videoluci ci vengono venduti per quello che li rendono belli e vedono coinvolte in prima persona le persone che li crearono! Double Fine Adventure sarà un Adventure non un free-roaming a binari con dei marines incazzati che tra un combattimento e l’altro hanno delle linee di dialogo e due scelte morali. Wasteland 2 non sarà in un mondo 3d pienamente esplorabile, già c’è Fallout che fa egregiamente il suo lavoro! Avrà la sua forza nello sviluppo serio di una modalità abbandonata da tutti i cRpg, combattimento a turni e gestione cazzuta del party. In Larry Al Lowe potrà parlare di Zinne senza sentirsi in colpa di mettere in cattiva luce un publisher che pubblica cazzi che sparano in guerra. Shadowrun tornerà ad essere un rpg come avrebbero voluto tutti i fan dell’rpg cartaceo e su Snes, mentre gli amanti degli fps torneranno a giocare giustamente a giochi pensati per essere FPS e con ambientazioni originali senza pagare questo o quell’IP. E così via.

Certo non abbiamo ancora visto i risultati di questi giochi, magari saranno tutti una monnezza stratosferica, ma voglio essere ottimista e in ogni caso anche solo con il riappropiarci di un mondo nostro storpiato da troppi, tanti, anni ci abbiamo solo che guadagnato.

Odo l’uomo del Giapango che dice: non riesco più a dare calci!

La seconda considerazione ha a che fare con il GIPANGO. La notizia di Shadowrun l’ho appresa sul sempre più sghicio cool and flexible Outcast.it, dove nei commenti Andrea Babich (che insieme al suo collega Kenobit gestisce il miglior podcast sulle musiche dei videogiochi di sempre: Outcast Soundshower) si pone una domanda che mi sono chiesto fin dalle prime avvisaglie del fenomeno Kickstarter, in breve: perché i giapponesi se ne stanno sbattendo il cazzo di sto kickstarter? eppure i calci li sanno dare bene!!

A questa domanda non so dar risposta certa perché ne so poco di giapponeserie rispetto agli altri blasonati autori di questo blog. Di certo però non mi accontento di cose tipo “eh non fa parte della loro cultura”. Però mai come ora sono sopratutto i Savi e Pazzi del gaming giapponese ad avere bisogno di una roba tipo Kickstarter. Pensateci! Fino a poco più di 10 anni fa quei pazzi pazzi giapanesi ti facevano un gioco tipo Seamen su Dreamcast (aspettatevi un reportage da Copons che se l’è comprato dopo il suo recente viaggio a Tokio), mentre ora si stanno chiudendo in cliche sempre più ripetitivi e l’eccezione non è più un Seaman, ma un onesto bel gioco mainstream gipanghese che non ti aspetti (tipo boh Bayonetta stilosetta).

Insomma tutte ste pippe mentali perché in realtà qui noi non si vuole rompe le palle stile Phil Fish! Noi non vogliamo nient’altro che un progetto Kickstarter per rilanciare quel ben di DIO che è SHEN-MUE. Ecco l’ho detta, lo so non ha senso Shen-Mue costa troppo etc. Però basterebbe lanciare e ottenere un successo su una qualsiasi cazzo di antica gloria dimenticata del giappone per far smuovere le acque e far accadere l’improbabile. D’altronde chi ci pensava ad un nuovo Wasteland fino a qualche giorno fa?

2 querele

bravo pikkio dagli contro a trasformare tutto in fps.

shen-mue! shen-mue!

Controquerela

shen.-mue shen-mue!!! si ma capito a che pro usare il nome shadowrun che non attira nessuno se non dei vecchi e quei vecchi non gliene fotte degli fps? pure perché pare che il gioco non fosse malaccio, anzi! Invece con syndacate hanno proprio fatto una porcata! la soluzione meglio è quella fatta con la serie UFO: da una parte un fps stilosissimo fatto da quelli di bioshock e dall’altra uno strategico a turni come l’originale fatto da Sid Meier e Fireaxis.

SHEN MUE SHEN MUE!

Controquerela

Minaccia una querela

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