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Roma e Genova son due realtà sociali che ben conoscono l’accezione nazional-popolare, para-sportiva ovvero più intellettualmente(ma non culturalmente) bassa della parola “derby”; oggi, alla vigilia dell’apertura del Vigamus – il “nominalmente primo” museo dei videogiochi italiano – quei caratteri pretestuosi, approssimativi e pressapochistici tipici delle stracittadine, eccoli mutuati in contesti a noi ben più cari.
Non me ne vogliano genoani, sampdoriani, romanisti o laziali – no, davvero, non me ne vogliate, che ben vi so inclini all’uso improprio delle mano, a voi altri – se dico che beghe di questa natura, storicamente si risolvono in un nulla di fatto un po’ per la naturale inconsistenza dell’argomento(come cazzo si fa/a tifare la Samp/come cazzo si fa) ma in parte anche per la superficialità con cui vengono addotte le motivazioni(“se ‘ssete ‘a prima squadra daa capitale, perchè ve chiamate Lazzie?“), ed è proprio con questa superficialità tipica del contesto in cui ci troviamo che vado a riassumervi la vicenda.

Domani, dopo tanti rinvii, pare che apre il Vigamus, il primo museo interamente dedicato ai videogiochi che si auto proclama Campione d’Italia con il beneplacito dell’AIOMI e il parere positivo del MiBAC ma si sa, chiedere al MiBAC un parere su qualsiasi cosa riguardi i videogiochi è come chiedere a Francesco Totti se a suo avviso sia stato giusto quel Nobel alla letteratura a Dario Fo, nell’oramai lontano 1997: semplicemente, non gliene fotte un cazzo di niente.
E allora ecco che la Dirigenza della “Mecca del videogioco” di Genova , ingaggia un Cagliaritan-Cellineo braccio di ferro con quelle autorità che il Derby d’Italia dei musei videoludici nemmeno glielo vorrebbero far giocare, opponendogli il fatto che loro, più che un museo vero e proprio sono “una lodevole iniziativa”, una piccola realtà borderline a matrice volontaristica ospite di un altro museo, il Polimuseo del Giocattolo e Naturalistico di Gattorna.
Ma “la storia siamo noi”, insiste la tifoseria della Mecca ricordando la loro data di fondazione – il 27 maggio 2012 – ma tosti gli rispondono i Vigamusini al grido di “c’è solo un Capitano”, alludendo a quel Marco Accordi Rickards che è riuscito a portare nel suo Museo romano pezzi pregiati come i master disk di Doom, nonché a farsi raggiungere da quel Dino Dini, autore di “Kick Off” per la presentazione di domani.
In conclusione, come in ogni derby per chi si voglia schierare, l’unica via è la fede, a tutti gli altri, non resta che augurarsi che lo spettacolo sia all’altezza delle aspettative.

Sedi sociali:

“La Mecca del Videogioco” – Via Terzonasca 4,  16047, Gattorna di Moconesi (Genova)


“Vigamus” – Via Sabotino 4, Roma

5 querele

Un solo unico enorme MEH.

Poi magari domani dettagli(am)o meglio, ma veramente, non fosse stato gratis avrei smadonnato di brutto.

Controquerela

Madonna mia che sola ‘sto vigamus, vabbè che i nomi non promettevano nulla di buono.

Controquerela

tl; dr

chaoz scrive che, per essere considerato museo, ti devi far pagare dai 5 euri in su; se lo fai gratis sei una ONLUS XD

Controquerela

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