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Non ho mai posseduto una copia originale di Starcraft 1/I/primo o semplicemente, come si chiamava allora, Essecì o, l’anno dopo, Bruduor, quando l’espansione ci donò l’uso dei sensuali medici e dei templari oscuri – un’innovazione ninja che, assieme alle altre unità nuove e ad un bilanciamento del gameplay praticamente perfetto e inossidabile, rese SC: Brood War il gioco degli scorsi 11 anni, tra lan party casalinghi, buie serate solitarie e pizzate con nerd sconosciuti che dietro impronunciabili nickname componevano il tuo clan.

è bianco
Un sensuale medico.

Non l’ho mai posseduto perché, avendo tredici/quattordici anni, mia mamma mi toglieva i soldi mensili e mio padre mi dava delle botte sul retro della nuca quando buttavo i suddetti soldi in cose futili quali scatole di cartone contenenti dischi (ancora erano CD-ROM, e ancora potevano contenere un gioco che sarebbe stato il gioco dell’annox11) – preferivo quindi spendere di nascosto decine di migliaia di lire in scatolette usate di giochi Nintendo o PS piuttosto che comprarmi Starcraft, che grazie a benevolenti amici possedevo masterizzato in almeno quattro copie. Giocavamo spesso in LAN casareccie abbarbicate su tavoli troppo piccoli, mentre passavamo in TV videocassette tipo La Porno Adescatrice (Claude Bernard Aubert, 1978) e bevevamo Peroni da 66 calde – chi restava fuori dal 2 contro 2 leggeva Bastard stravaccato sul letto col piumone colori pastello. Bastard poi non è mai finito. Munito di due seriali differenti, rubati rispettivamente ad un ulteriore amico che si connetteva poco in Battle.net e da scatole scartate e aperte al supermercato, per le quali mi sono anche gloriosamente preso un’inculata con minaccia di polizia dal panzone baffuto della security del surreale centro commerciale “I Granai” (Roma, zona Tintoretto – ma l’inculata riguardava anche e soprattutto una custodia per CD-ROM nascosta nelle mudande, una storia differente), con questi due misteriosi grappoli di numeri e lettere randomici riuscivo a garantirmi una connessione pressoché continua, spesso stabilissima per sessioni di settebarraotto ore ininterrotte o interrotte solo da succo d’ananas e telefonate cariche di terminologie tecnico/nerd/esoteriche – perché la linea telefonica era una sola -, sprecando in una maniera tenera e sublime interi pomeriggi soprattutto primaverili ed estivi della mia adolescenza a comandare carri d’assedio e space marines, spappolare alieni purulenti e farsi affettare da alieni elegantemente luminescenti, il tutto grazie ad una pirateria ancora innocente e ingenua e ad un rendimento scolastico non preoccupante. (E sì, ho sempre usato e continuo sempre ad usare i Terran, così come in Warcraft optavo sempre per gli umani. Sono anni ’90 dentro.)

Ho in mano da quattro giorni l’edizione collector di Starcraft II, e ho pagato infine per questi peccati: ora possieggo una pennetta USB in METALLO con dentro il primo episodio e l’espansione, e un seriale originale. Dopo undici anni. Dell’artbook , del fumetto e della colonna sonora non me ne frega sostanzialmente una minchia:  ho speso i miei ottanta soldi per ripagare un debito che avevo con quella che nella mia immaginazione è la software house più coatta (e più furba, ultimamente) dei nostri tempi, ovvero quella Mamma Blizzard cui ho regalato, tra Stacraft, Diablo e Warcraft, più del cinquanta per cento del mio tempo sprecato di fronte a giochi-video. Mai toccato WoW, eh. Ovviamente nella pregevolissima scatola c’era pure una copia di Starcraft II, ma essa si è rivelata inutile, essendo solo in italiano. Se volete giocare in inglese, senza subire un doppiaggio e una traduzione con tutti i crismi ma pur sempre doppiaggio e traduzione, dovete scaricarvi il client da Battle.net 2.0, quindi boh, ciao! soddisfazione dell’installazione fisico/ottica; ma tanto il disco non serve per giocare e ormai, nonostante la capienza, non contiene più neanche tutto il gioco, e possiamo dimenticarcelo nella magnifica scatola di cartone durissimo. Installato il client, dopo circa 11 ore di disconnessioni e timeout dei server intasati, mi sono ricordato di come avessi giocato la campagna di Starcraft e Brood War solo quando per colpa di temporali o vacanze estive in luoghi remoti mi fossi trovato senza una connessione perlomeno a 56k: il multiplayer è troppo l’essenza perversa di SC, relativa espansione e dunque anche di questo ultimo Starcraft II; per chi avesse vissuto i gloriosi giorni dei canali di chat ITA-1 e ITA-2, dei clan, della ladder infida, dei player gosu, delle storie mitiche sui coreani che crepavano dopo 40 ore ininterrotte nei net-cafè, la scelta tra i due bottoni enormi e risplendenti  “Single Player” e “Multiplayer” risulterà terribilmente monodirezionale.

I Capelli Biondi Sono Belli
Nerd- coreani che prima o poi muoiono di stasi larvale (sopra) – Ambientazione blu lapislazzuli-gialla tipica di un confronto Terran-Protoss. Viva i colori.

Poi è scontato che la campagna e le sfide della modalità giocatore single (perché i prodotti Blizzard molto spesso si rivelano dannosissimi per chi possegga o desideri una vita sentimentale attiva) siano probabilmente le migliori guardando agli RTS usciti negli scorsi boh, sempre 11 anni. Stavolta però, grazie agli achievements updatati costantemente sul tuo profilo online, achievements che ormai sembrano popolare – grazie Steam! – qualsiasi gioco esca, mi sento stimolato a intervallare i frenetici 1v1 o 2v2 con qualche puntata della campagna terrestre, tanto per rinfrescarmi la memoria e godermi le cinematiche (che parola del cazzo) di intermezzo. Se questa dovesse essere una recensione ci sarebbe in effetti poco da dire: Starcraft II è Starcraft, però con la grafica aggiornata a due anni fa, il che non è male, perché almeno gira ancora piuttosto bene sul mio computer, e non pesa troppo se si tiene a dettagli medio/alti, e non è eccessivamente infiorettata, marroneggiata, verdeata o riempita di aloni, luci, bump mapping vertiginosi e shader quadrupli, ma neanche fumettosa come Warcraft III o WoW; ci sono le unità antiche, gli edifici principali, la caratterizzazione delle razze (Alienz, Space Marines e Predatoss, come al solito), il ritmo frenetico, la totale dipendenza dalla bravura di gestione del giocatore, sia a livello di produzione e costruzione che di movimenti tattici in battaglia, con un livello di controllo talmente sottile e preciso da garantire un margine di miglioramento competitivo pressoché infinito. E ci sono anche tante unità nuove o ridisegnate, ulteriori personalizzazioni delle fazioni e un network multiplayer che si prospetta come una delle più grandi scommesse dei prossimi anni: Battle.net 2.0 è come Steam ma è dentro i giochi Blizzard, non fuori, ed è leggerissimo e veloce, omnicomprensivo, user-friendly ma pieno di chicche, statistiche, graduatorie, funzionalità, integrazione con la messaggistica e incredibilmente rapido nel match-making. L’unica cosa che ti fa un poco storcere il naso è che come prima cosa, quando apri il gioco, devi loggarti. Altrimenti no, certo, puoi giocare offline, ma come ospite, il che, avendo pagato per il gioco, avendolo installato e verificato, non è proprio il massimo – ma Mamma Blizzard probabilmente deve essersi risentita per undici anni fa, e questa è parte della punizione.

 

 

gli sta per uscire uno zergling dal lobo frontale
Un nerd-coreano si accorge che manca la chat integrata. La penisola di corea è divisa in Nord Corea e Nerd Corea.

Poi in effetti manca la chat, mancano i canali nazionali e la possibilità di passare ore semplicemente girando tra canali pubblici e privati a dire stronzate, offendersi e guadagnarsi la cima della lista utenti presenti in chat semplicemente passando ore ininterrotte a discutere di tattiche, politica e (immaginarie, ovviamente) posizioni sessuali – i tre argomenti tipici dei sempreverdi  ITA-1/ITA-2, escludendo la periodica reductio ad hitlerum – e questa potrebbe essere la prima vera mancanza di Starcraft II: se il primo episodio è durato undici anni il merito è al novantacinque percento della community mondiale, e la community mondiale è nata nei canali di Battle.net 1.0. (800×600), i clan si sono aggregati e organizzati grazie alla possibilità di aprire chat private, e l’estroflessione in forum e portali è avvenuta solo in seguito, a giochi fatti, e senza chat l’impressione che si ha di fronte a Battle.net 2.0 (8000×6000) è di trovarsi comodissimi e abbagliati ma separati dagli altri giocatori da un muro sottile e trasparente di casualità e solipsismo, una sottile pellicola trasparente che riporta il tutto ad una legalità controllata ed asettica. Sono più rari i “gg” postpartita e l’interazione rilassata, ma si ha fiducia nelle prossime patch ed espansioni per implementare quelle poche cose che, forse abituati troppo bene, ci si sente mancare. Per il resto vedere i propri edifici scintillanti esplodere in pochi secondi sotto un rush di ling mal gestito, accogliere con gioia e lacrimucce la prima Battlecruiser che fluttua lentamente in uscita dallo Starport, pronta a spaccare il culo a qualsiasi cosa nemica sulla mappa, gestire un Ghost invisibile con un nuke in canna in mezzo a torrette pericolosissime su un pavimento di slime violaceo è tutto precisamente come dovrebbe essere, come è stato allora, e come sarà per i prossimi undici anni, senza dubbi. Impareggiabile. E quando assegno edifici e gruppi di unità ai tasti numerici e mi preparo a lanciare un attacco la cui gestione determinerà la mia posizione in ladder e i vaffanculo che mi beccherò dal mio alleato in caso di fallimento, quando trascino Reaper fiammeggianti su e giù per pendii e colline cercando di fare più danni possibile senza perderne troppi, mantenendo in parallelo attiva la produzione e lo sviluppo tecnologico, quando riparo con tredici SCV un bunker sotto attacco mentre aspetto di raccogliere quegli altri 50 di gas vespene che mi servono per produ… ecco, quando divento NERD che più NERD non si può, quando mi trovo a pensare a possibili tattiche e combinazioni di unità anche in cucina e/o al bagno e/o al letto, quando parlo con terminologie derivate da un uso continuo ed improprio di storpiature interne al gioco stesso mi convinco che undici anni fa qualcosa ci ha fatto male, ci ha corrotto e posseduto, e Warcraft III è stato solo un placebo di poco effetto, e che tutti aspettavamo solo masse di eserciti variegati ed eterogenei, plotoni di unità senza eroi in cui gli eroi li fanno le decine di click al minuto con cui li si micra in vallate e strettoie, coordinando tank e casters e fanteria, appollaiati al sicuro in cima alla nostra postazione celeste da cui – nonostante il mondo laggiù sia in 3D e gli sprites morti e sepolti – la visuale è sempre, invariabilmente, dolcemente, isometrica.

I Giapponesi Fanno Cacare
Un rush di zergling.

StarCraft We Love You.

14 querele

semplicemente perfetta, penso che seguirò questa scia nostalgica. su nerd corea ho avuto un prolasso intestinale. per le risate s’intende.

Controquerela

Con questo pezzo perfetto e in più davvero attuale e sulla notizia (forse per la prima volta in questo giucosogiovine blog) possiamo dare il benvenuto a DJ Kimchi! Rappresenta il lato Tondo dell’Eur, Shangai e altri LuoghiTondei.

Controquerela

Ma è Bardiel?
Evviva Bardiel!
Evviva la Cina!
Evviva i rumori con cui appezza le puntate di RadioDio! :D

Controquerela

non è che qualcuno di voi lo converte per ps3? eh?

e non è che qualcuno può sparare un colpo in testa ad hagiwara per non farlo soffrire più?

quel sensuale medico è anche una prostituta?

Controquerela

ma tu hai un pc che lo fa girare! fesso! tutto a portata di pad vuoi? non c’è niente di peggio di un consolare passato al pc e poi ripassato alla console! brrrr

Controquerela

amico hooligano, il mio pc è una busta, non ha scheda video e non ha neanche un sistema operativo; se inquadri più di due carri armati sullo schermo, esplode.

sul lavoro non posso installare roba che risucchia la vita, non sono come te che sei una rockstar e ti pagano per giocare ai giochi e poi dire che giocavi ai giochi.

Controquerela

provalo per dodici minuti e vedrai che ti vengono gli stimoli nelle mani per raccogliere insieme tanti soldi necessari ad acquistare un pc e giocarci finché non perdi tutte le ragazze che potresti avere nei prossimi 11 anni

Controquerela

Io intanto a buffo mi sono installato Starcraft e Diablo II per allietare le mie afose giornate lavorative.

(Vorreeeeeeei ma non posssooo)

Controquerela

siete delle merde: son due giorni che guardo filmati e demo di starcraft 2 e sto già sviluppando tattiche SENZA SAPERE PRATICAMENTE UN CAZZO DEL GIOCO.
Ho anche battuto pikkiomania online, idealmente.

Controquerela

eddaje, e compratelo, venite su battle.net che facciamo i due contro due

Controquerela

Kimchi io ci starò, ma da metà settembre in poi, quando praticamente saranno tutti così bravi che mi romperanno il culo in diecimila pezzi! :D (no beh se famo internos vinci te, ma di sicuro batterei kid icarus e cupòn!)

Controquerela

Eh, battere me a un RTS non è che ci voglia sto fenomeno…
Sfidame a F-Zero GX poi vediamo.

Controquerela

io c’ho familiarità con gli strategici anni ’90 e poco con la roba “assegna un tasto a quello e un tasto all’altro”, quindi probabilmente sono carne da cannone.
Ma appena pijo lo stipendio, upgrado e mi pappo starcraft 2, mi tolgo il sonno e vi sconfiggo.

Controquerela

A quanto pare, “mamma Blizzard” sta già lavorando alla patch 1.1 per SC2, che dovrebbe integrare…udite udite….un sistema di chat ed altre modifiche al gameplay.
Ora pro nobis ;)

Controquerela

Minaccia una querela

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