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Sono passati 32 anni da quel primo Gran Turismo, creato dalle sapienti mani di Geoff Crammond, che tanto ci faceva sognare sui nostri MSX.
E sono passati 19 anni da Gran Turismo 4, l’ultimo episodio della serie, quindi potete immaginare la spasmodica attesa.

Il primo Gran Turismo, quando ancora i bambini scendevano in strada a giocare, e si doveva usare l'immaginazione.

Ieri il titolo di punta della Sony, passato al team di Kazunori Yamauchi nonostante il suo problematico nome, è finalmente uscito in tutti i migliori negozi e anche in alcuni Gamestop.

Ti piace vincere facile?

Oggi, in anteprima mondiale, lo staff di Gioca Giuè ha potuto metterci le mani sopra e provarlo. Utilizzando solo una Fiat 500 del ’68 e una Lancia Delta HF Integrale del ’91 per le gare su asfalto, e una Lotus Elise non so cosa per la neve e lo sterrato. Come potete ben vedere, sono scelte da campioni senza timore, da gente abituata a correre pad in mano senza lamentarsi che col Logitech Pro Force Feedback Driving Sgravo col cambio sequenziale avremmo guadagnato 0.00:00:01 sul giro migliore. Noi di Gioca Giuè siamo dei duri, e non ce ne vergognamo.
IN YO FACE!

Ma torniamo a Gran Turismo 5.
Dopo due ore di installazione del gioco e 46 minuti primi di presentazione (di cui 25 riguardanti una catena di montaggio giapponese con un sacco di loghi Kawasaki – quindi è una fabbrica di moto e mi sfugge il nesso con GT5 – e il restante in replay super post prodotti che pare un gioco di fine generazione, mica uno uscito a solo 4 anni dal lancio della console) finalmente possiamo divertirci con i mirabolanti tempi di caricamento. Che comunque non bastano mai, e quando ci sono liste di cose da selezionare (tipo tracciati o veicoli) gli elementi vengono caricati asincronamente scorrendo la lista, a una velocità che pare di navigare un sito ottimizzato per Internet Explorer.

No. Ecco, proprio no.

Dopo diverse ore dall’inserimento del disco finalmente scendiamo sulle strade del centro di Roma a bordo della nostra Fiat 500.
Ecco, devo ammeterlo: il circuito di Roma è reso benissimo e pare di stare davvero a Roma anche violando un paio di varchi ZTL ma magari è domenica e non sono attivi.
Peccato per le ombre – di cui parlerò più diffusamente nei prossimi paragrafi – renderizzate con strumenti comprati ai Mercati Traianei o giù di lì.

Scorrazzando per le strade di Roma, Tokyo e Londra con le mie fide 500 e Deltone Integralone, ci si rende immediatamente conto di un fatto interessante e che troppo spesso tendiamo a dimenticarci: le automobili di oggi non le fanno più come quelle di una volta.
No perché provate a fare un frontale a 200 all’ora contro un guard rail con il Deltone. Niente danni, niente di niente. Giusto un po’ la grata sul muso ammaccata, ma dovete proprio avvicinarvi parecchio al televisore per notarlo.
Stessa cosa, un tamponamento a via dei Cerchi (traffico del centro bloccato per ore, ambulanze, vigili, quello che non voleva fare il CID… una vera scocciatura, guardate), proprio sotto l’anagrafe, con la 500: paraurti anteriore leggermente storto, ma nulla che un buon carrozziere non possa risolvere con 20€ + 170 di manodopera.

Una Lancia Delta appena uscita da un incidente con un autotreno. Il pilota è morto, ma la vettura è rimasta fortunatamente illesa. 

Ma non lasciamoci intimorire dai danni e guardiamo invece l’impatto grafico del tutto e proviamo a descriverlo con una parola sola: “antialiasing”.
Anzi, no. Una parola sola non basta, proviamo con tre parole: “antialiasing non presente”. Che poi potrebbe essere sintetizzato in due parole: “antialiasing assente”.
Il che mi fa pensare che avrei potuto usare direttamente una sola parola, “aliasing”, ma non avrei potuto fare questa sapida gag.

Quando la Sony ancora produceva strumenti utili.

Sono anni che la Sony più di ogni altra casa ci ammorba con l’aliasing (ricordate la vecchia gen, in cui l’unica console senza antialiasing hardware era la PS2? Ecco. Solo che magari dico una cazzata, perché la mia memoria fa rate, quindi boh, st’informazione magari non prendetela come oro colato, o quantomeno non attribuitela a me, ma dite che ve l’ha riferita vostro cugino che è hacker e quindi orpo se ne sa!), tanto che secondo me Aliasing™ è un marchio registrato Sony, tipo Walkman™ e l’ovetto stereo che una volta l’ho provato con Emilia Paranoica e non sapete quanto ballava! Che quasi Giovanni Lindo Ferretti mi scendeva dai monti e iniziava a votare pro aborto e contro i grassi saturi.
Ma sto divagando, anche perché è arrivata l’ora di narrarvi delle gesta della mia Lotus alle prese con terreni ostili tipo la tundra e la steppa.

La steppa

Partiamo proprio dalla steppa, che in GT5 è ammirabile nel tracciato ambientato nello splendido scenario delle colline toscane. Dopo un incendio.
Chiaramente in 26 anni di sviluppo, la Polyphony non è che poteva fare avanti e indietro Giappone-Toscana ogni 2 settimane. Quindi hanno scelto una data a caso in agosto e sono andati in vacanza sul lato sud dell’Isola d’Elba, notoriamente prono alle folli gesta dei piromani. Andate sul lato nord e c’è la vegetazione più fiorente del Mediterraneo; andate a sud e c’è la steppa. Prendete quella steppa, ci levate il mare e ci aggiungete delle colline e qualche agriturismo sparso: ecco a voi il Circuito della Toscana.
E per inciso, la Lotus non è che abbia tutta ‘sta gran tenuta sullo sterrato. Manco sui rari tratti asfaltati eh, ma sullo sterrato proprio no.
Da cui la mia idea di portarla dalla torrida steppa alla gelida tundra.

La tundra

Il Circuito di Chamonix, che sarà anche in Francia, ma è talmente vicino all’Italia che secondo me fa parte di quei territori che in tempi migliori gli abbiamo ceduto a buffo in cambio del rilascio di Camillo Paolo Filippo Giulio Benso, conte di Cavour, durante gli attentati terroristici del 1848 che vedeva protagonisti i facinorosi separatisti sardi in settimana bianca.

Ma so bene che non siete qui per approfondimenti di storia, quindi ve lo dico subito: la Lotus Elise fa cagare anche sulla neve. E non ve l’aspettavate eh?
Fortunatamente questa prova mi ha offerto lo spunto per discutere dei più importanti pro e contro di GT5 (appena dopo l’esplicativa immagine).

L'immagine esplicativa

Come potete osservare anche voi (attenzione! Le scritte verdi rosse e nere le ho aggiunte io! E anche la linea verticale nera!) un qualsiasi fotogramma del gioco è composto per un 34% di Playstation 3 e per il restante 66% di Playstation 1. In realtà entrambi i valori sono arrotondati di qualche decimale, e la percentuale (comunque minima, fate a fidarvi) che avanza è di Playstation 2, ma purtroppo non potete vederla, perché è coperta dalla linea verticale nera.

Cominciamo dai pro, perché prima le notizie buone per scalare il proprio morale, e solo in seguito quelle cattive, perché da più in alto si cade, più ci si fa male.

  • Scritte in HD: ebbene sì! Le scritte dell’interfaccia utente sono proprio in alta definizione! E questo vale sia per la parte PS3 che per quella PS1, ma non purtroppo per quella PS2. Siamo comunque in attesa di una provvidenziale patch che risolva questo fastidioso problema grafico.
  • Panorami della madonna: che dire se non “Grazie iStockPhoto!”.
  • Texture eccezionali: perché quando una cosa va ammessa, va ammessa. I grafici Polyphony avranno passato le loro belle ore a fotografare neve cacandosi sotto dal gelo, quindi oh, nulla da ridire.
  • Ombre totalmente nonsense: ebbene sì, è un pro. Voi le vedete così, in foto, triangolose e lineose (in una parola nonsense) ma ferme. L’effetto che offrono in animazione, però è completamente psichedelico e tradisce una collaborazione del nostro amato Kazu-san con personalità di spicco quali Tetsuya Mitsuguchi, Jeff Minter e Angela Merkel.

E di seguito i contro (specificando quando ironico e quando no per venire incontro alle capacità mentali dei meno economicamente abbienti):

  • Pupini 2D (non ironico): vedo quotidianamente alzarsi in piedi gente da ogni parte del globo che gridano la morte del 2D. Non è vero un cazzo: il 2D è vivo e lotta insieme a noi. E nel tempo libero assiste alle corse di automobili. E chi siete voi per giudicare gli hobby delle altre persone, voi che passate la vita nella penombra della vostra stanzetta maleodorante di calzini mai lavati a giocare coi videogiochi e occasionalmente farvi le pippe sui personaggi dei videogiochi? Ecco.
  • Texture scontornate da paura (ironico): tutte tutte tutte quelle scalettature… Ma abbiamo poco da recriminare, perché i poveri grafici hanno ancora oggi, dopo parecchi mesi dalla fase di sviluppo, le mani intirizzite dal freddo di Chamonix. Quindi basta lamentarsi.
  • Antialiasing abbestia (ironico): ne ho già parlato diffusamente prima, quindi mò basta.
  • Alpha blending come piovesse (ironico): per chi non lo sapesse, il canale Alpha è un tratto di mare artificiale costruito tra la Sicilia e la Calabria per facilitare il contrabbando di droga da ambo i lati (ironico). Comunque nel 66% PS1 di GT5 è stato usato un casino ma purtroppo nei punti sbagliati: cioè invece che addolcire i contorni dei pupini, è finito in mezzo ai loro corpicini bidimensionali. Proprio come la cravatta di Felice Caccamo da cui trapelava lo splendido borgo Santa Lucia di Napoli.
  • [nonèsegnatanell’immagine,manonpossoproprioesimermidalparlarvidel…] Riciclo di texture e poligoni di Gran Turismo 4 (non ironico): ebbene sì. Se in GT5 alcune vetture sono belline proprio che mi garbano anche a me che rompo sempre il cazzo, la stragrande maggioranza sono riciclate dal parco macchine di GT4. Parliamo di texture e poligoni del 2004, quindi di 6 (SEI) anni fa e 1 (UNA) generazione fa. Mecojoniarcazzo aò.

In sostanza, vale la pena comprare GT5?
Non so, ma un mio amico s’è comprato la limited a 179€ e riderò di lui per ancora un bel po’ di tempo.

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