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Ovvero la recente deriva commerciale che le SoftCo hanno intrapreso per fregare i videogiocatori più fessi e il sottoscritto. Sto parlando in generale dell’amabile moda delle Limited Edition propinate nelle forme più varie e, nello specifico, dell’attesissima “Nano Edition” di Crysis 2.  Ovviamente lo farò non avendo fisicamente l’oggetto esposto nella mia cameretta, in quanto la fatina dei denti mi ha fatto sapere che, senza denti, vengono meglio i bocch… ah no, scusate, questa era una perla di saggezza di mia nonna. Dicevo, la fatina mi ha detto che su GiocaGiuè si scrive di roba che non si conosce, quindi proverò a sottoporvi un “unboxing” testuale, senza avere nulla da unboxare.

Una volta aperto il pacchetto spedito da FNAC (che vi recapita a casa il tutto per la modica cifra di 150 euro, ma che io ho pagato molto meno visto che ho amici altolocati e conosco la figlia di Mazinga), troverete al suo interno una fantastica confezione di cartone ottimamente rifinita, nella quale alloggiano i seguenti elementi:

* Edizione Limitata del gioco Crysis 2 nel cofanetto in acciaio; il gioco lo conoscete e probabilmente avete visto tanti video da poterlo recensire pregiudizialmente senza problemi. Quello che più ci interessa e ci fa gola è questa edizione in cofanetto d’acciaio, primo punto di forza del nostro acquisto. Lasciata al sole per qualche ora torna utilissima per farsi due uova, per esempio, alla faccia di chi reputa tutto questo inutile e dispendioso.

* Statua da 11’’ (28 cm) del Profeta, sopra un taxi di New York; una fedele rappresentazione di Padre Pio, in piedi sopra un Taxi della città più blasfema del mondo.

* Art Book di alta qualità; 176 pagine tutte colorate. Una gioia per gli occhi dell’acquirente medio, un pugno in faccia per gli stronzi che son nati daltonici.

* Speciale Zainetto replica della Nanotuta; utile per infilarci il “pranzo al sacco” della gita domenicale e guardare quelli che pasteggiano ai tavoli di fianco al vostro con aria di sufficienza.

Piccolo Spazio Curiosità: tutto questo ben di Dio è pubblicato da Electronic Arts, lo stesso publisher che ha annunciato l’eliminazione dei libretti di istruzioni dalle confezioni dei suoi giochi, in nome del “rispetto per l’ambiente”

EA, un'azienda verde (se, dei dollari rubati ad onesti giocatori)

Che motivazioni dovrebbero spingere una persona apparentemente sana di mente ad investire i sudati risparmi in oggetti simili, incapaci di fare arredamento pure se esposti sul caminetto di casa di Luke Edwards (ma sì, l’attore de “Il Piccolo Grande Mago dei Videogames”, che magari non è cresciuto nerd come tutti noi e forse è pure morto, non ho voglia di guardare su Wikipedia, ma mi piace immaginarlo come un eremita che ha costruito il suo rifugio impilando cartucce del Nes, una sorta di esperto massimo dell’universo videoludico)?  Prendendo in esame l’acquirente tipo si potrebbero evincere le seguenti motivazioni:

Collezionismo

Questa è la scusante principale, alla quale non crede il collezionista e neppure i malcapitati che lo sentono parlare (lo leggono sui forum, meglio) dei suoi nuovi acquisti. Siamo tutti consapevoli del fatto che di titoli veramente rari ne nascono una manciata a generazione e che non sarà un pupazzetto di plastica made in cina a dar valore a un’uscita che guadagnerà nel tempo quanto un’azione di una società sulla quale Tremonti investirebbe i sui averi.

Variante: “Faccio questi acquisti proprio per dar lavoro a poveri bambini cinesi che, senza il mio supporto, si troverebbero costretti a studiare. In più li tolgo dalle miniere di carbone per farli divertire a fabbricare fantastici giocattoli, trasformandoli di fatto in piccoli aiutanti di Babbo Natale con l’itterizia”.
Ecco, un’affermazione del genere la trovo decisamente fuori luogo, incosciente e a tratti offensiva. Con l’attuale APOCALISSE ATOMICA che stiamo vivendo e la crisi energetica che ne seguirà è da incivili togliere delle giovani e forti braccia all’estrazione di carbone. Se avete amici che comprano Limited con questa motivazione, cancellateli da Facebook.

Un bambino cinese osserva con orgoglio il lavoro svolto per terminare la prossima Limited Edition di Tekki (da noi conosciuto come Steel Battalion, gioco col joystick tempestato di tasti e leve, anche più del pad dell'Atari Jaguar)

La gnocca

Non ci sono più le mezze stagioni. Lo so, per molti di voi questa mia affermazione suonerà come un fulmine a ciel sereno, ma qualcuno doveva pur dirvelo e ho deciso di farmi carico dell’incombenza. Questa dura realtà porta l’essere umano a vivere in due macro stagioni, quella invernale  e quella estiva. Oggi vi siete svegliati e, come prima cosa dopo la grattatina di chiappe e la puzzetta per cambiare aria alla stanza vi siete messi a leggere Gioca Giué, trovandovi di fronte alla terribile scomparsa della primavera. Siete ancora nel dormiveglia, quindi vi spiegerò la gravità della situazione; niente primavera equivale a dire niente più farfalle, ovvero addio alla scusante più utilizzata durante l’approccio: “sali a vedere la mia collezione di lepidotteri?” (XD lepidotteri XD viva Google che ti fa sembrare una persona imparata). Il giovane moderno è quindi portato a ricercare varianti d’approccio, tipo: “dai, sali, ti faccio vedere come sto bene con il caschetto di Halo, imbracciando il lancer mentre guardo agli infrarossi con gli occhialetti notturni che tengo nel mio Nano-Zaino”. Se volete un consiglio, non fatelo; lei scapperà e vi giocerete ogni speranza con tutti gli esseri di sesso femminile nel raggio di chilometri. Fidatevi, parlo per esperienza.

Questa è la forma sotto la quale si manifesta una gnocca, tanto per capire di cosa stiamo parlando.

La sindrome “da-piccolo-mia-mamma-non-mi-comprava-tutto-quello-che-volevo,-che-ancora-ho-sullo-stomaco-il-fatto-di-non-aver-giocato-col-MegaCD-che-costava-troppo,-quindi-ora-che-guadagno-metto-la-vecchia-in-un-ospizio-e-uso-la-sua-stanza-come-magazzino-per-le-cacate-che-compro”

In verità il punto focale di tutto il discorso, quello che ogni acquirente di Limited prova ma non ammetterà mai.  Non è collezionismo e neppure mania per l’arredamento pacchiano, ma semplice moto di rivalsa per quanto non ottenuto in infanzia, quando i giochi te li dovevi sudare e Sonic per MegaDrive ti doveva durare almeno 6 mesi, che alla fine le tue palle diventavano blu e giravano come il porcospino mascotte di Sega.

Il sogno di ogni retro-bimbo-nerd; un MegaDrive con MegaCD (rigorosamente vecchio modello) nel quale inserire il 32X, la cartuccia di Sonic & Knuckles e, a chiudere il tutto, la cartuccia di Sonic 3. Una roba che la fusione di Voltron gli fa le pippe a due mani.

Giudizio Finale:
Questo è il mio primo articolo per GiocaGiuè, arrivato dopo che Copons mi ha promesso la redenzione totale se avessi scritto sul suo blog. Ho quindi scritto nella speranza che l’internet smetta di odiarmi, come da promessa; credo in quello che mi ha detto Copons, in quanto lui è stato in Giappone e, prima di andarsene, il Giappone gli ha detto “Torna a trovarci; magari passa nei primi mesi del 2011, che è bassa stagione e si paga poco” ma lui ha risposto “In quel periodo c’ho cose da fare, vi chiamo io e vi faccio sapere”. Questo a testimonianza di quanto sia una persona lungimirante e quindi gli credo. Se l’articolo vi ha strappato un sorriso, vi ha divertito o meglio vi ha ammazzato dalle risate come ai cattivi di “Chi ha incastrato Roger Rabbit” [ Jessica Rabbit Nuda, Jessica Biel Nuda, Jessica Alba Nuda, Jessica Fletcher Nuda, così vi do una mano anch’io con l’indicizzazione di Google] significa che ho speso bene il mio tempo. In caso contrario ricordate che sono Svizzero e l’ultima cosa per cui siamo famosi è la nostra simpatia.

Ah, non chiedetemi di scrivere il prossimo articolo in Svizzero, che non lo conosco.

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