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Amnesia: The Dark Descent è un videogioco horror nato nel piccolo e bucolico villaggio di Helsingborg con le monetine raccolte dalle vendite della modesta trilogia Penumbra. In seguito allo sviluppo di Penumbra, i due fondatori imposero al minuto team lunghe tavole rotonde dagli ancor più lunghi silenzi su cosa non avesse funzionato nella loro prima serie di giochi. E’ che i giocatori continuavano a prendere i mostri a martellate e poi morivano, si ripetevano scuotendo la testa Thomas Grip e Jens Nilsson. E gli inservienti erano particolarmente disturbati dall’uso della scopa nel gioco, e scuotevano la testa anche loro.

Io ci son stata, alle lunghe tavole rotonde, e la tavola era davvero lunga.
Le monetine raccolte col modello Donationweare di Overture, il primo Penumbra, presente nell'Humble Indie Bundle.

 

 

 

 

 

 

 

 

Thomas Grip di Frictional Games comprese, dagli sguardi imbarazzati dei suoi colleghi e da questa pausa di riflessione, che non può esservi angoscia senza frustrazione, e non può esservi frustrazione se hai delle armi da scaricare su dei mostri. Ulteriori studi hanno anzi evidenziato che, quando fracassi di colpi dei mostri, l’ansia e la frustrazione volano via.

E fu una vera illuminazione, però buia, che ci tengono all’atmosfera. Svilupparono subito un prototipo per un nuovo gioco: cancellarono quasi tutto il codice dell’originale, dedicato alle armi e a farle volteggiare goffamente col mouse, e progettarono alcune mappe ambientate in era vittoriana, le riempirono di stanze e mostri, e tolsero tutti gli oggetti molesti. Sì, anche i martelli e le scope. Ed è fuggendo e correndo e scappando senza armi attraverso stanze buie, che giunserò al vero volto della frustrazione e del terrore: le porte, chiudersele alle spalle. E anche aprirle, che son problemi. Un volto che non appartiene solo alle antiche leggende, ma che ancora oggi ci tormenta:

Eppure gli sviluppatori svedesi sapevano che il terrore ha mille facce, diverse per ognuno di noi, e sarà questa riflessione ad elevare Amnesia al di sopra di qualsiasi altro titolo horror: l’aggiunta di un editor con cui, da ogni angolo del mondo, ogni utente può narrare, raggiungere e superare gli orrori dell’originale. Perchè, come nell’ultimo gioco che prima di Amnesia ci donava queste atmosfere, Dark Corners of the Earth, il vero orrore proviene dagli angoli bui della nostra terra.

Ed è così che nasce Dark Room. Ecco a voi la custom story di Amnesia che da qualche giorno imperversa su ogni blog, e che più ha shockato gli utenti.

…e a me Amnesia neppure piaceva.

8 querele

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