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Dopo Dungeons Of Dredmor nel 2011 nel PCgaming si è assistito ad una simpatica salva esplosiva di peti Rogue-Like, genere che nasce tutto dal giochino  Rogue roba del 1980 su floppone flappante che mio padre giocava a rota esaltandosi, non tanto per il fatto che era un gdr in ASCII in cui ti dovevi smazzare mille labirinti e mostri rappresentati da lettere maiuscole, ma per il fatto che suddetti labirinti e mostri (ma anche armi, pozioni, maledizioni) erano generate casualmente ad ogni nuova partita. Roba di algoritmi ingegnosi che garantivano un gameplay infinito, tant’è che il rogue-like è un genere rimasto sempre vivo, e a cui il famosissimo Diablo (e quindi ogni Diablo-like) deve TUTTO, ma a mia memoria il vero rogue-like (non quello turbo-pop Blizzardiano) è sempre stato confinato negli angoli di crostose e paurosissime Battle Stations.

Maledetto Kestral !!!
Maledetto Kestral !!!

Ora però il florido  mercato indie ha dato nuovo appeal al genere rendendolo finalmente patrimonio di chi vive di gameplay e non bada al graficone, più che dei pochi che nell’80 avevano un pc e nel ’90 magari bazzicavano già su internet e pre-internet. Così il concetto di labirinto, mostri e item casuali unito al concetto tremendo di PERMADEATH (aka morte permanente, cioè niente tasto carica partita, salvi solo quando esci dal gioco) non viene più limitato agli strictly rogue-like a turni (tra cui oltre a DoD ci piace ricordare anche Hack Slash Loot), ma diventa terreno di sperimentazioni felici all’insegna di casualità+difficoltà+gameplaypuro. Ecco quindi ibridi come il famigerato simulatore di perigli spaziali Faster Than Light misto azione/strategia in real time + movimento di navicella spaziale a turni, o il mega-action top down  Teleglitch sorta di Alien Breed turboblasto con permadeath aka la difficoltà della morte male (da cui il sottotitolo darksouliano DIE MORE edition), o l’action-platformer Rogue Legacy che affianca al permadeath l’idea di generazioni (ad ogni morte del personaggio si giocherà con suo figlio generato randomicamente tipo dna e così via), e persino quel capolavoro di metroidvania modulare che è Spelunky è un rogue-like spurio.

Ok ora che vi ho indottrinato sugli ultimi 3 anni di dungeon casuali ecco Eldritch, rogue-like a tema lovecraftiano in tempo reale e (novità delle nuovità) in prima persona !

Esordio dei Minor Key Games (due fratelli dal passato in 2k Marin e sui due Borderlands) Eldritch (per ora solo su win/mac/linux) si presenta con grafica spartana e figlia dell’approccio cubico (solo angoli retti!) di Minecraft, più che per scelta estetica per la praticità di poter generare dungeon casuali a blocchetti di voxel. Tralasciando aspetti classici quale loot/mostri/labirinti/fine livello, la particolarità di Eldritch è il suo obiettivo (pienamente riuscito) di ridurre ai minimi termini il gameplay stile Looking Glass (quella scuola che da System Shock arriva fino a Deus Ex passando per Thief e generando Bioshock 1 e Dishonored). Quindi prima persona si, ma con approccio ai livelli lasciato completamente in mano al giocatore e lontano sia dagli fps che dagli rpg a turni. Abbassandoci andremo in uno stealth super basic che si traduce in aggirare i nemici o ucciderli con un solo colpo di qualsiasi delle due armi che abbiamo nelle mani. Correndo e abbassandoci andremo in scivolate utili per un approccio mega-action totalmente no-sense eppure efficace o per sfuggire ficcandoci in buchi. A proposito le armi (solo una per mano) saranno pugno/coltello/pistola (che fa rumore e attrae nemici)/balestra spara trappola/dinamite spacca voxel, mentre le abilità cambieranno a seconda di santuari che troveremo nei dungeon e indossando degli item (solo uno per tipologia). Limitazioni di inventario e potere servono intelligentemente ad imporre al giocatore strategie e combinazioni precise, così da garantire più varietà ad ogni run di un gioco che diventerebbe altrimenti troppo semplice. Se uccidiamo un nemico potremmo scegliere di lasciarlo morto a terra, oppure darci a del buon loot che però causerà il respawn di questo in un luogo random del livello. Da apprezzare l’essenzialità del gioco che limita il loot a munizioni o monete. Niente armature, armi, cazzilli, etc. aka niente powerplay. Le monete non serviranno solo per comprare oggetti, ma anche ad usare poteri magici, fondamentale ad esempio avere sempre 50 monete in saccoccia per pararsi il culo tramite l’utilissimo kit medico (che ti resuscita nel punto di morte a patto tu abbia 50 monete).

Biblio Escher + I libri dungeon
Biblio Escher + I libri dungeon

L’ambientazione è semplice, siete imprigionati in una labirintica biblioteca dentro cui sono custoditi tre libri dove sono state intrappolate le anime di altrettanti Dei maligni del ciclo lovecraftiano (Dagon, Nyarlathotep e Cthulu). La biblioteca fa da hub centrale ai tre libri dentro cui ci sono dungeon a più livelli da completare per ottenere le anime di cui sopra che serviranno infine a liberarvi della vostra prigionia. Quindi se ad esempio morite al terzo dungeon, dovrete rifare tutto da capo altrimenti niente anime sblocca porta!

La cosa non è particolarmente frustrante in quanto due dei tre dungeon/libri sono molto facili, e solo uno (quello di Nyarlathotep) è il più stronzo di tutti e vi porrà davanti ai veri fastidi della permadeath. Senza contare che, ingannati dalla facilità degli altri due, tenderete a risolvere tutto velocemente, specie con l’accoppiata bussola (che vi permette di vedere la fine di ogni livello)+pistola distruggi muri/dinamite che vi porta ad incaute scorciatoie commettendo spesso errori di valutazioni da cui la morte e la classica bestemmia continua da rogue-like! D’altronde non è questo forse il senso della vita della nostra generazione? Nasciamo pieni di comfort e distrazioni, ci pare tutto facile (tranne il periglioso livello ambientato nei brufoli) e sottovalutiamo il mondo che ci circonda venendo così continuamente inculati dalle ka$te che dominano la nostra società!!!!

Uomo pesce non mi avrai! Sgozzato sarai!
Uomo pesce non mi avrai! Sgozzato sarai!

Prima di concludere voglio sottolineare come mi sono limitato a descrivervi gli aspetti superficiali del gioco, ci sono piccole chicche sia nelle abilità che nei libri che verso la parte finale. Cose da scoprire e gustare giocandoci altrimenti si perde il senso dell’operazione immersive sim+rogue-like che compie con successo Eldritch, strada che spero sarà nuovamente percorsa da Minor Key o da altri perché è un concept che si può sicuramente espandere e migliorare. Per ora godiamoci sto gioco che si merita un bell’8 (in realtà sarebbe 7.9) anche perché a ridosso di natale è uscito a gratis un bel DLC: l’ottimo dungeon/avventura di Alle Montagne Della Follia che essendo complesso e difficile aggiunge più replay e sfida! W CTHULHU ATTENZIONE AGLI SHOGGOTH !!!!

8.0

5 querele

io lo voglio, ma il mio sogno è un open world ambientato in qualche cittadina lovecraftiana dove fai il free detective. Intanto ne fanno un altro, tipo forse basato su dark corners of the earth

pikkio gioca anche a don’t starve

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